Un colpo al cuore preciso, il rimo sparato, quello mortale e Massimo Muracchioli, 39 anni si accascia a terra. In 60 secondi sarebbe morto. Altri 4 colpi vengono sparati dal padre Giuseppe, 77 anni e perforano polmone, fegato, femore e ancora il cuore. Sono stati sparati da vicinanza ravvicinata, i proiettili hanno trapassato il giovane corpo, tranne due. È il risultato dell’autopsia effettuata questo pomeriggio dal medico legale della procura di Massa Carrara Maurizio Ratti. Quattro ore in obitorio, 130 foto sul cadavere di Massimo Muracchioli, che probabilmente domani riceverà il nulla osta del magistrato e potrà essere seppellito. Un dramma tutto famigliare, ma anche cittadino: ai funerali il padre non parteciperà perché agli arresti domiciliari, dopo che si era costituito alla polizia. Sabato sera via Rinchiosa a Marina di Carrara: si consuma qui il tragico epilogo di una difficile convivenza tra padre e figlio. Il 49 enne aveva da poco deciso di cambiare lavoro, si era separato dalla moglie, non vedeva più il figlio da mesi. Il padre, pare, si stesse battendo per aiutarlo, sforzi inutili: massimo era caduto in depressione e non solo: era diventato aggressivo, almeno da quello che racconterà il padre agli inquirenti la notte dell’omicidio. Più volte l’uomo era stato aggredito dal figlio, più volte la situazione era diventata insostenibile. Questo, pare, sia bastato a compiere il gesto più innaturale del mondo. Un padre che toglie la vita al figlio, con estrema freddezza e precisione. Un colpo secco al cuore, dice il medico legale Maurizio Ratti. E la morte in meno di 60 secondi