5 colpi di pistola dritti al petto, 5 colpi di pistola per chiudere per sempre un esistenza angosciata. Il dramma che si è consumato sabato sera a Marina di Carrara, il padre Giuseppe Muracchioli, che uccide il figlio Massimo cela difficoltà famigliari portate avanti con grande difficoltà dai Muracchioli. Sabato sera, il più triste epilogo. Attorno alle 20 nella casa di via Rinchiosa, a pochi passa dalla zona della movida marinella, avviene l’ennesimo litigio tra il padre e il figlio, forse ancora una volta legato alle difficoltà di Massimo a vedere la figlia di tre anni, avuta con una compagna dopo il fallimento del primo matrimonio da cui ha avuto una figlia 18enne. Alle 20, 15 nella strada rimbombano tre colpi di pistola, poi subito altri due; neanche il tempo di capire cosa sia successo che il padre esce in strada disperato urlando «ho ucciso mio figlio! Aiuto!» rifugiandosi nella rosticceria che per anni ha gestito. Lì, in preda alla disperazione, racconta di aver impugnato l’arma, una pistola 7,65, e di aver aperto il fuoco contro il figlio. Partono le chiamate al 113 e al 118, ma per Massimo Muracchioli non c’è più nulla da fare.

Sul posto arrivano gli uomini del commissariato di Carrara, il medico legale Maurizio Ratti e il pm di turno Vito Bertoni. Il padre, intanto, è ancora nella rosticceria e agli inquirenti racconta i fatti, senza omettere nulla, senza voglia di difendersi da un delitto commesso per disperazione. Nel frattempo arriva anche l’avvocato difensore Paolo Barsotti, amico della famiglia, e a perfetta conoscenza dei problemi tra il padre e il figlio; ma soprattutto di quella figlia che Massimo Muracchioli non riusciva a vedere regolarmente. «Il padre voleva trovare una soluzione per aiutare il figlio – ha spiegato a caldo l’avvocato – ma al momento non era possibile fare niente». Il pm Bertoni la notte di sabato dopo aver interrogato il padre ha disposto la custodia agli arresti domiciliari da parenti a Marina di Carrara. Domani pomeriggio è prevista l’autopsia sul corpo di Massimo Muracchioli per stabilire la dinamica dello sparo. La moglie di Giuseppe Muracchioli, Augusta Cattani, gravemente malata, abita da tempo a Carrara e fortunatamente non ha assistito alla tragedia sabato sera.