Né destra, né sinistra alla manifestazione di piazza organizzata dall’Anci (associazione nazionale comuni d’Italia) a Milano, per dire no alla manovra che prevede tagli e accorpamenti dei comuni con meno di mille abitanti. La manifestazione di protesta dei sindaci italiani segue quella di giovedì scorso in piazza Montecitorio davanti alla Camera e le numerose proteste che si sono tenute in questi giorni nelle città italiane, e nei piccoli centriche vedono minacciata l’esistenza dei loro Comuni. Duemila sindaci a mezzogiorno hanno lasciato la sede del Pirellone per sfilare verso la centralissima piazza Scala. Alla testa del corteo (che rappresentava 1.936 Comuni) uno striscione con la scritta «Giù le mani dai Comuni». Il corteo ha sfilato al grido di «Siamo noi, la risorsa dell’Italia siamo noi». Una volta giunti a piazza Scala, i sindaci hanno intonato l’inno di Mameli. Alla protesta hanno partecipato anche i sindaci dei comuni di Massa e Carrara, Roberto Pucci e Angelo Zubbani. “La protesta è corale, ha commentato Pucci, e condivisa da sindaci di destra e sinistra. Hanno partecipato circa duemila sindaci, tanto che non tutti sono riusciti ad entrare nel Pirellone”, ha dichiarato il primo cittadino di Massa, che poi ha messo in luce un dato: “dal 2007 ad oggi sono stati varati 100 miliardi di manovra; di questi il 25% a carico del Ministero, il 75% a carico delle amministrazioni locali e Regioni. Mentre dovrebbe essere il contrario”. La protesta organizzata dall’Anci è stata realizzata per opporsi ai tagli a Regioni e Comuni inseriti dall’esecutivo nella manovra di Ferragosto.