Ambulanti extracomunitari dotati di regolare licenza e permesso di soggiorno che vendono la loro merce, rigorosamente non contraffatta, in un’apposita area mercatale, “gomito a gomito” con i commercianti italiani, nel pieno rispetto delle norme e con tanto di pagamento della tassa sul suolo pubblico: è l’esperimento, uno tra i primi in italia, lanciato tre settimane fa dall’amministrazione carrarese nell’ambito del mercato settimanale del giovedì di Marina di Carrara. Promotore dell’iniziativa il vicesindaco Andrea Zanetti, titolare della delega al commercio, che dopo quasi un mese di “prova”, fa il suo bilancio dell’iniziativa. “E’esempio fattivo di come l’Amministrazione punti alla realizzazione di una integrazione vera con i tanti cittadini stranieri che vivono a Carrara”, afferma il vicesindaco, ricordando che “ i venditori extracomunitari sono una realtà del tessuto commerciale e sarebbe stato inutile, se non dannoso dal punto di vista anche dell’ordine pubblico, continuare ad ignorarne l’esistenza”. La soluzione, messa a punto in maniera congiunta da amministrazione, associazioni di categoria e i rappresentanti dei cittadini stranieri, è stata quella di destinare un tratto di via Garibaldi, a Marina di Carrara, ai venditori extracomunitari, senza sottrarre posti agli altri ambulanti ed evitando il posizionamento casuale degli stranieri, spesso problematico per il mercato stesso. “Per poter usufruire della postazione – spiega Zanetti – bisogna essere in regola con il permesso di soggiorno, essere in possesso di regolare licenza di vendita e non esporre merce contraffatta”. Vincoli questi che hanno facilitato i controlli della polizia municipale: nei primi tre giovedì di mercato “multietnico”, sono stati effettuati sì sequestri di merce contraffatta, ma nessuno ha coinvolto i venditori coinvolti nella sperimentazione. “Abbiamo dato una risposta efficace al problema dell’abusivismo – conclude Zanetti – ma soprattutto abbiamo trovato un modo per far convivere pacificamente e secondo la legge venditori italiani e stranieri, offrendo un esempio concreto di convivenza positiva tra culture e identità diverse”.
