Leggo che il sig. Pelù dichiara “quale Lunezia! Siamo Toscani!!!!” Ciò probabilmente (ritengo) in merito alla paventata soppressione della Provincia di Massa e Carrara ed alla prospettata unione con altra provincia limitrofa (Lucca oppure La Spezia oppure Parma) ed alla rinascente idea di formare la regione Emilia Lunense (oggi Lunezia)
Quanto alla Toscanità della provincia di Massa e Carrara, rilevo che persino i Savoja con il noto Carlo Luigi Farini (decreto Farini 1859) al momento dell’annessione dei Ducati, indicarono Massa e Carrara e Lunigiana e Pontremoli e Garfagnana come nettamente divise dalla Toscana, tanto da inserirle nella “Emilia”, a sua volta distinta dalle Romagne ed ex territori pontifici.
E’ ben noto che i Savoja “inventarono” le regioni italiane per poter assorbire burocraticamente i vari territori che andavano annettendosi; ciò quindi per avere schemi statistici di conteggio circa “quante bestie, quanti campi, quanti fiumi” e persino quanti abitanti. Tali abitanti però (secondo i Savoja e secondo il ben noto Repetti che ne compilò un “rapporto/dizionario geografico” di dubbia attendibilità) facevano parte in modo puramente “accidentale” (e non già culturale) dei comprensori allargati incorporati nel nascente Regno d’Italia. Infatti territori ed abitanti vennero divisi e ripartiti secondo schemi e mappe generate a tavolino da pigri (per non dire ignoranti!!!) funzionari poco conoscitori del territorio Italiano e fors’anche dello stesso Piemonte!!!!!
Ma per venire al dunque ed alla “Toscanità” di Massa e Carrara desidero ricordare al sig. Pelù che esiste un “archivio storico delle province modenesi” che metterebbe in dubbio tale toscanità e farebbe propendere eventualmente per una “modenesità”…se il sig. Pelù avesse potuto osservare l’edificio e l’archivio di tale “archivio storico” che non è a Firenze, ma proprio a Massa, allora potrebbe ricredersi…..
A tale fatto burocratico desidero aggiungere che spesso i nostri vecchi, quando andavano in zone otre Querceta verso Viareggio erano soliti dire “vado in Toscana” (il che sarebbe come dire che i nostri vecchi si sentivano “fuori delle Toscana” e men che meno toscani…..)
Non parliamo poi dei dialetti locali dell’intera nostra provincia che sono veri e propri guazzabugli gallo-celtici piuttosto che frange periferiche dell’etrusco o del latino. La storia, a comprova dei substrati tutt’ora esistenti nelle filologie locali, dice addirittura che i Sengauni, cioè i Liguri Montani, cioè gli Apuani (antichi nostri progenitori) furono forti ed alleati di Annibale, ciò dei Fenici, cioè dei Puni…tanto da meritare da parte dei romani una vendetta fatta di sangue e di esilio peggiore di quella che fu perpetrata contro gli Statielli loro contemporanei o contro gli ebrei nel 70 dopo Cristo.
Posso dunque affermare con dati storici alla mano che da queste parti tutto siamo meno che toscani ( e non me ne vogliano i simpaticissimi e mordaci toscani!!)…Difficile dire se siamo Garfagnini oppure Spezzini oppure Parmensi …forse eravamo e siamo rimasti semplicemente Emiliani in quanto Apuani ed in quanto appartenenti alla ben nota 21° regione che fu decretata nella carta costituzionale varata nel 1946 (e poi sospesa, ma mai abrogata per volere di Togliatti e Nilde Jotti nel 1947) …regione che si chiamava Emiliano-Lunense (oggi per brevità Lunezia). Region Emiliano Lunense (oggi Lunezia composta di 343 territori comunali di antica matrice Apuane) che sarebbe dovuta essere ratificata nel breve termine dopo il 1947, ma la cui sospensiva perdura tutt’oggi con evidente “inadempienza costituzionale” da parte dello Stato Italiano.
Aggiungo e concludo che oggi nel NON abolir TUTTE le province (come promesso anche dalla Lega in fase elettorale) se ne aboliscono soltanto 21 (non 29 e nemmeno 36!!!!!) tra cui anche la provincia di Massa e Carrara…ciò appare come rinnovato insulto alla cultura ed alla intelligenza dell’intera nostra provincia….insulto perpetrato proprio da un sedicente fervente federalista che ebbe modo costante di criticare i malgoverni savojardi, praticandone poi gli stessi metodi a fini statistici ed economici per fare “bella figura” con i colonialisti di Maastricht, penalizzando le proprie popolazioni sotto il profilo dell’esistente e futuro diritto di espressione economica e culturale.
SINTESI
La provincia di Massa-Carrara, nata dalla fusione dei territori della Lunigiana e dell’Alta Garfagnana, che avevano fatto parte del Ducato di Parma e Piacenza e del Ducato di Modena e Reggio, era stata in un primo tempo attribuita all’Emilia e solo a partire dal censimento del 1871 venne considerata come provincia toscana e non più emiliana.
1859, siamo all’inizio del regno sabaudo su queste terre, il territorio dell’allora Emilia veniva diviso in «Provincie, Circondari, Mandamenti e Comuni», specificando, nella tabella annessa al regio decreto, la composizione della «Circoscrizione territoriale delle regie provincie dell’Emilia». Tra queste figurava anche la provincia di «Massa e Carrara», parte del regio territorio dell’Emilia, che era costituita da due circondari (1-Massa e Carrara; 2-Pontremoli), da dieci mandamenti e da ventitré comuni
Nel 1923 quest’ultima provincia subì un drastico ridimensionamento territoriale, cedendo i comuni di Calice al Cornoviglio e Rocchetta di Vara alla provincia della Spezia in Liguria, mentre passò alla provincia di Lucca il circondario di Castelnuovo Garfagnana (comprendente i comuni di Camporgiano, Careggine, Castelnuovo Garfagnana, Castiglione di Garfagnana, Fosciandora, Gallicano, Giuncugnano, Minucciano, Molazzana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano in Garfagnana, Sillano, Trassilico (oggi Fabbriche di Vallico), Vagli Sotto, Vergemoli e Villa Collemandina).
“La nostra provincia fu istituita con decreto 27 dicembre 1859 di Carlo Luigi Farini, allora dittatore dell’Emilia formata dalla Lunigiana parmense e modenese, dai territori di Massa e Carrara e poi, in virtù del regio decreto 15 dicembre 1860, n. 4471, anche dalla Garfagnana” (Dottor Duino Ceschi, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Massa Carrara -1978)
