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Un’altra potenzialità non sfruttata. Stiamo parlando del carcere di Massa, che secondo l’onorevole Evangelisti potrebbe rappresentare un’eccellenza nel panorama penitenziario regionale e nazionale, ma vive gli annosi problemi di sovraffollamento e carenza di personale. Qualche numero: ospita  242 detenuti, di cui 93 stranieri, a fronte di una capienza standard di 115 e una capienza tollerabile di 179. Il personale di sorveglianza è di 108 agenti, quando la previsione è di 130. Ecco la dichiarazione dell’onorevole dell’Italia dei valori dopo aver visitato la Casa di reclusione di Massa.


Secondo il segretario dell’Idv toscana, quello apuano potrebbe diventare un modello non solo di reclusione ma di reintegro e recupero:un’intera ala della struttura ha le caratteristiche di una grande azienda: il settore di tessitura e la sartoria, l’officina meccanica e la falegnameria potrebbero insegnare un mestiere a un gran numero di detenuti, ma tutto è fermo, denuncia Evangelisti,e non sono stati effettuati i collaudi per la messa in sicurezza degli impianti. Forse una conseguenza dello tsunami dell’anno scorso, quando – paradossalmente – a finire dietro le sbarre furono il Direttore e il Ragioniere capo della casa di reclusione massese. “Urge un cambiamento radicale delle vecchie strutture carcerarie, in vista di un percorso che possa offrire una prospettiva di recupero” – conclude Evangelisti – che promette di tenere alta l’attenzione sul tema perché in Italia si possa parlare di umanità della pena e percorsi di recupero, come previsto dall’Articolo 27 della Carta Costituzionale.