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1 milione e 100 mila euro per ricapitalizzare il Cermec: è solo la prima trance consegnata dal comune di Massa questa mattina durante una seduta infuocata del consiglio comunale. In tutto, il comune di Massa e dunque i cittadini di Massa, è sempre bene ricordarlo, dovrà stanziare 7, 6 milioni di euro in sei anni per sanare le finanze di cermec i cui debiti ammontano al momento a 18 milioni di euro e che, speriamo, non aumentino col tempo. Lo stesso e per la stessa cifra farà il comune di Carrara, rimasto assieme a Massa l’unico azionista del cermec. Lacrime e sangue dunque per le due amministrazioni, costrette  a frugarsi in tasca e a trovare denaro che sarà tolto, come ovvio che sia, ai servizi, ai lavori pubblici, alla cultura, al sociale e in generale a tutto quello che un comune ha bisogno. La manovra è resa possibile, spiega l’assessore al bilancio del comune di massa Alessandro Volpi, da una variazione che prevede di prendere 583 mila euro dall’avanzo di amministrazione e il resto dalle maggiori entrate che il comune ha ottenuto nel corso dell’anno, soprattutto grazie al recupero Ici. Un amanovra che peserà tantissimo ha detto l’assesosre Volpi ia sul patto di stabilità che sull’impianto economico. E poi, nella relazione del sindaco di massa roberto Pucci spuntano le fatidiche parole ce i cittadini non avrebbero voluto sentire: aumento di tasse e tariffe, possibile se la Lunigiana non tornerà a conferire i rifiuti al cermec

 Il 31 ottobre, nello specifico, scadrà il contratto con la Costa che serve al momento tutti i comuni della Lunigiana e allora la provincia potrebbe decidere di tornare a conferire in cermec aumentando per l’impianto la mole di rifiuti. Altrimenti la Tarsu, per i cittadini massesi e carraresi aumenterà. C’è infine un ultimo nodo da sciogliere quello del concordato preventivo , unica soluzione per cermec di salvarsi.