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Il “cardiopat” è già stato utilizzato dai medici dell’Opa per alcuni delicati interventi cardiochirurgici su neonati. L’apparecchio è stato acquistato circa un mese fa dalla Fondazione Monasterio grazie ai fondi raccolti dalla polizia di Stato, dai pensionati e sindacati di polizia e da alcune associazioni del territorio. Tutto è iniziato lo scorso 21 maggio, in occasione della Festa della Polizia, quest’anno organizzata all’ospedale Pasquinucci e con fondi ristretti. La questura aveva, infatti, deciso di rinunciare all’organizzazione del consueto rinfresco, devolvendo la corrispondente somma di denaro in beneficienza.
Il dispositivo permette il monitoraggio in sala operatoria delle perdite di sangue e, soprattutto, il recupero e il riutilizzo del sangue stesso dei piccoli pazienti, evitando così tutti i rischi legati alle trasfusioni. E questo è possibile anche nella fase post-operatoria.
In poco tempo sono stati raccolti circa 10 mila euro e in qualche modo ha contribuito al gesto di solidarietà anche la ditta concedendo il cardiopat al 50% del suo costo effettivo.
