L’assessorato ai lavori pubblici del comune di Massa sta effettuando in questi giorni numerosi sopralluoghi al palazzetto dello sport, quella struttura “fatiscente” dichiarata inagibile dal 2006, chiusa al pubblico, almeno per la parte interna, e che dovrebbe essere buttata  giù,  secondo quanto scritto nel piano di investimenti, per far posto ad una struttura nuova, finanziata con project. È proprio per questo che l’attenzione degli uffici ai lavori pubblici per quella struttura è apparsa molto strana. Chiediamo all’assessore competente Fabrizio Brizzi il perché di questi sopralluoghi, ma l’assessore ci appare vago: “Dobbiamo farci un’idea, è ancora presto per parlarne. Ci risentiamo a settembre”. Che deve succedere a settembre? L’assessore non ce lo dice, ma siccome il sopralluogo dei tecnici al palazzetto  non è passato inosservato, qualcuno ha già formulato delle ipotesi: forse l’amministrazione deciderà per una ristrutturazione completa del palazzetto, lavori da fare al più presto, per via della inagibilità della struttura e che sostituiranno l’idea originaria di costruirne uno nuovo. Strano: se così fosse, l’amministrazione dovrebbe rendere conto ai cittadini del perché preferisca “rattoppare” una struttura fatiscente, spendendo diverse centinaia di migliaia di euro, invece di tirarne su una nuova, a costo zero, accettando il progetto presentato dai  privati e su cui il delegato allo sport Fabio Vullo punta dal suo insediamento. Rimanendo ai fatti, c’è da sottolineare che sulla scrivania dell’amministrazione comunale ci sono ancora 25 milioni di euro, portati da imprenditori privati, pronti ad essere investiti nella cittadella dello sport: soldi che, per un motivo o per un altro sono rimasti bloccati, come se l’amministrazione proprio non li volesse investire. Il polverone sollevato da Vullo nei mesi scorsi, invece, sembra essersi già dissolto, se non fosse che qualcuno ha chiesto le sue dimissioni, in segno di rottura con l’amministrazione comunale. Vullo risponde: <<Io sto facendo il mio lavoro, quello per cui il sindaco mi ha delegato, non credo mi debba dimettere. Inoltre vorrei sottolineare che io non sono come gli altri delegati nominati dal sindaco. Io sono l’unico delegato eletto. Mi hanno fatto dimettere dal consiglio comunale perché lo ritenevano più giusto e idoneo e così io ho fatto. Adesso non possono lamentarsi>>