Per la Procura di Massa Cararra l’incendio che ha colpito Erre Erre la scorsa notte è doloso: lo ha detto questa mattina il procuratore capo Aldo Giubilaro, che esclude da una parte l’ipotesi della pista mafiosa, ma dall’altra anche quella dell’incidente e della casualità. Le parole di Giubilaro non sono un fulmine a ciel sereno. Per nessuno degli addetti ai lavori l’incendio era stato naturale. L’autocombustione era stata scartata, così come il cortocircuito, visto che l’impianto era fermo da mesi. Nessuno neanche degli impiegati di Cermec, neanche il presidente Ugo Bosetti e neanche il sindaco di Massa Roberto Pucci avevano mai creduto alla casualità dell’evento, arrivato in un momento troppo delicato per il sistema dei rifiuti. Tutti sapevano che l’incendio era stato doloso. Adesso le indagini dovranno provare l’accusa all’interno di una inchiesta affidata agli stessi pm che si stanno occupando della truffa per i finanziamenti europei con cui è stata costruita erre erre e delle fatture false che invece hanno colpito il cermec. Insomma un ginepraio di inchieste e di capi di imputazione che se accertati metterebbero in ginocchio il sistema dei rifiuti e delle partecipate della provincia. Intanto l’idv in regione presenta un’interpellanza urgente per chiedere se sia stato accertato o meno il pericolo per l’ambiente e la salute pubblica mentre il consiglio comunale di massa si prepara ad una seduta infuocata giovedì pomeriggio con la quale la maggioranza tenterà di far approvare la ricapitalizzazione per Cermec. Il presidente Ugo Bosetti si dichiara senza parole alla notizia che la procura ufficializza la presenza del dolo nel rogo di Erre Erre: adesso sono preoccupato. Questo sembra come un avvertimento.
