Big del calcio e della politica per i giovani profughi ospiti del Cam, il Centro di accoglienza per soli minori, installato alla Croce Rossa di Marina di Massa, prima esperienza in Italia. Giocano a pallone dalla mattina alla sera, anche perché al momento hanno ben poco da fare, gli ottanta profughi sub sahariani arrivati martedì notte da Lampedusa e provenienti dalla Libia. La passione dimostrata da questi giovani immigrati per il gioco del calcio ha portato alcuni big del pallone, famosi per gravitare in Versilia soprattutto nel periodo estivo, ad interessarsi della loro situazione. Ci saranno, quindi, sorprese al Cam nelle prossime settimane per i ragazzi adolescenti, tutti tra i 14 e i 17 anni, costretti a vivere alla Croce Rossa dopo la fuga dai teatri di guerra. Si parla di veri e propri allenamenti con i big del pallone, per realizzare qualche sogno e, chissà, magari anche scoprire talenti. Farà visita al Cam anche il presidente della regione toscana Enrico Rossi, impaziente, pare, di toccare con mano il risultato del progetto sperimentale del ministero delle politiche sociali che vede la Toscana in prima fila. E naturalmente anche le istituzioni locali non stanno facendo mancare il loro appoggio alla Cri e ai giovani profughi: sabato mattina a visitare il campo è stato il vice prefetto vicario della Prefettura di Massa Carrara Valerio Massimo Romeo. Dalla Cri fanno sapere che i ragazzi stanno bene, stanno terminando le visite mediche e lo screening sanitario, fanno molto sport, ma non vedono l’ora di uscire. Quando passiamo davanti ai cancelli del centro, li vediamo attaccati alle ringhiere, sopra gli alberi e arrampicati sulle recinzioni: guardano fuori, i turisti che passano, le mamme con i passeggini, i bambini con i secchielli che vanno al mare. Scrutano il mondo esterno, sperando di poter viverlo presto. Una situazione delicata che la Cri al momento non può risolvere da sola. Aspetta ancora le direttive del Governo, che stabilisca le possibilità di movimento dei profughi e fino a quel giorno la responsabilità degli ottanta minori rimane della Croce Rossa, con tutte le difficoltà che ne comporta. Il rischio di fuga rimane alto per la Cri, ma al momento i ragazzi non hanno manifestato colpi di testa. Lunedì inizierà il primo corso di alfabetizzazione per l’integrazione culturale e i ragazzi si prepareranno anche al Ramadan, per il quale la Cri ha dovuto organizzare un apposito luogo di culto all’interno del centro e un programma alimentare che segua le loro esigenze religiose.
