Due ore e mezza in commissione provinciale attività produttive per Ugo Bosetti, presidente di Cermec e attuale liquidatore di Erre Erre. La sua presenza in provincia è stata richiesta dai consiglieri Cesare Micheloni della Lega e Antonella Carusi del PdL, per fare il punto della situazione sulle due società, entrambe sotto inchiesta della magistratura,  una, il Cermec, coinvolta in un ginepraio di false fatturazioni, l’altra, Erre Erre, sotto sequestro con l’ipotesi di reato  di truffa aggravata, per i finanziamenti ottenuti dalla Regione Toscana (tramite Ue) per realizzare lo stabilimento. Una grande novità potrebbe riguardare la riorganizzazione del personale di Cermec: Bosetti ha messo sul tavolo un’importante proposta, quella dell’aumento di produttività per un 20% in più di ore lavorative da spalmare su Erre Erre, quando tornerà in funzione e su Amia e Asmiu per la raccolta differenziata. Uno sforzo che potrebbe salvare il Cermec, con l’aumento della differenziata e razionalizzare il suo personale. Micheloni riassume l’operazione come necessaria per far fronte agli esuberi del personale, fatto di troppi amministrativi, di cui tanto si sta parlando in queste settimane, ma Bosetti smentisce: <<Non ci sono esuberi>>   Bosetti non si è sottratto alle altre domande della commissione: ha parlato di Cermec sottolineando, per la prima volta ufficialmente, il ruolo anomalo che hanno avuto nella vicenda alcuni istituti di credito.  Per essere più precisi Bosetti ha parlato delle società che per conto delle banche avrebbero dovuto concedere il credito controllando chi aveva potere di firma per il Cermec, ovvero il suo presidente e direttore. Entrambi, infatti, nella gestione del denaro aziendale, hanno un limite di spesa che le banche non hanno mai controllato, con il risultato che oltre l’80% di questi anticipi di denaro sono stati fuori dai limiti di spesa concessi. Naturalmente Bosetti fa riferimento a quelle fatture  per prestazioni mai eseguite, che si aggirano intorno alla cifra dei 25 milioni di euro. Anche il caso Erre Erre è stato rinfrescato in commissione: <<Non esiste nessun brevetto di Delca per l’impianto_ ha ammesso Bosetti_ ; Delca acquistava macchinari da altre ditte estere e fatturava ad Erre Erre che già aveva acquistato, in pratica, quei macchinari, pagandoli nel pacchetto dell’impianto chiavi in mano>>. Infine un appello alla provincia di Massa Carrara affinché rimanga in Cermec, decisione che verrà presa a fine luglio e comunicata, probabilmente, nel consiglio comunale del 29, in cui si attende un documento di indirizzo sulla questione dei rifiuti, che è ancora top secret.