Dopo la lettera di una settimana fa del sindaco Roberto Pucci al ministro Altero Matteoli sui mancati finanziamenti del governo al territorio apuano in materia di frane, il sindaco di Aulla Roberto Simoncini scrive al presidente Enrico Rossi e all’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Come ricordò Pucci, il territorio ha ricevuto solo 2 milioni di euro dallo Stato a fronte dei 95 milioni di euro di danni provocati dall’alluvione del 1 novembre, ovvero solo il 2%. In un momento di crisi generale, le amministrazioni locali hanno difficoltà a reperire risorse libere nel proprio bilancio da destinare al ripristino di infrastrutture e danni causati da frane e alluvioni. Il comune di Aulla ha contato 9 milioni di euro di danni; dal Governo non è arrivato neppure un minimo contributo, l’unico aiuto l’ha dato la Regione Toscana stanziando 1 milione di euro. Il grosso della somma però l’ha messo l’amministrazione accendendo mutui per 1 milione e 800 mila euro per gli interventi non rinviabili di somma urgenza. Ma a causa del patto di stabilità, il sindaco Simoncini ha incontrato molti più ostacoli nell’avviare i lavori necessari. La legge impone di intervenire in caso di eccezionali eventi calamitosi, in alcuni casi però non sarebbe stato possibile a causa del patto di stabilità se non facendo pagare alla comunità le sanzioni per il mancato rispetto del documento. Il comune di Aulla va quindi incontro ad una riduzione dei trasferimenti dello stato, al divieto di accedere ad altri mutui per nuove opere e di assunzioni. La richiesta del sindaco è semplice: quella di modificare le norme eliminando i pagamenti delle spese per i lavori di ripristino di danni alluvionali o causati da eventi naturali eccezionali.
