<<Preoccupati della possibilità che il Consorzio Zona Industriale possa tornare a gestire le aree ex Eaton, se e quando torneranno pubbliche>>. È questo il pensiero della Rsu della Eaton, espresso da Giovacchino Pitanti all’interno di un dibattito alla festa di Rifondazione Comunista. Pitanti, in quell’occasione, aveva spiegato che “è tutto un film già visto” e che “i risultati della gestione del consorzio nella nostra zona industriale sono stati fallimentari. Dunque perché tornare a sbagliare? La gestione deve andare in mano alla regione”.  Un tema caldo, quello del ruolo CZI che torna anche nell’ultima seduta di consiglio comunale, in cui il Pd ha presentato un ordine del giorno sulla questione Eaton, che pensava sarebbe stato approvato all’unanimità e che invece è stato respinto . Nel documento, in sintesi, si applaudiva il percorso di acquisizione dell’area intrapreso dal presidente della regione Enrico Rossi e si chiedeva che il consiglio comunale continuasse a rimanere parte in causa nella futura reindustrializzazione della zona. Inoltre il Pd invitava il sindaco Roberto Pucci a costituire un tavolo politico, economico e sindacale per stabilire insieme il nuovo modello di reindustrializzazione da adottare e il nuovo utilizzo delle aree. Il consigliere Giorgio Raffi, nello spiegare il senso del documento, ha poi fatto riferimento al Consorzio Zona, definendolo <<una realtà, che non si può far finta non esista e con cui bisognerebbe tornare a dialogare>>. Il PdL, per bocca del capogruppo Corrado Amorese, si dichiara perplesso dalla presentazione di questo odg: <<non c’è nulla di ufficiale, nessun atto che ci garantisca che l’area verrà acquisita. La giunta non ha deliberato nulla. Che cosa andiamo ad applaudire?  Da quando il consiglio approva le intenzioni?>>. Secondo Raffi, invece, << la volontà della regione è importantissima. Rossi  non ha detto spero o auspico, ha dato mandato ai suoi uffici. Abbiamo una regione che tenta di evitare le speculazioni di un tempo e mette soldi per acquisire. Le operazioni sono avanti e noi dovremmo approvare il percorso. Questo è il significato del documento, ma se la sinistra così detta ritiene non votarlo solo perché l’ha proposto il Pd, andranno a spiegare a Rossi il perché della loro decisione>>. E l’ordine del giorno è stato  respinto con soli 7 voti favorevoli, 22 contrari e  2 astenuti.