Sono rimasti in molti senza parole alla notizia del Pd, che in uno scritto ufficiale attacca il Cermec, la sua gestione e il suo attuale presidente, chiedendo un nuovo organo di controllo che traghetti la società fino a quando la situazione giudiziaria non sarà risolta. Qualcuno l’ha letta come “ il Pd vuole la testa di Bosetti” altri come “Il Pd usa il Cermec per fare le scarpe al sindaco Pucci”. Insomma un pasticcio dai toni politici che non servirà a risanare le finanze della società in perdita, con numerosi debiti e a rischio occupazionale come capita in questi casi di mala gestione. La Prefettura ieri ha fatto sapere che rimarrà alta la sua attenzione sulla continuità del servizio, ma questo non basta al Pd che chiede il conto di una situazione disastrosa. Al Pd rispondono i lavoratori del Cermec che si dichiarano stupiti dell’ordine del giorno presentato dal partito, visto che meno di una settimana fa l’assemblea dei soci aveva rinnovato la sua fiducia al presidente Bosetti. Non si capisce, secondo i lavoratori, la presa di posizione del Pd: “La grave situazione economico finanziaria del Cermec_ scrivono_ è dovuta caso mai alla gestione precedente, di fronte alla quale il neo presidente ha agito con coraggio e onestà”. Si ritorna a parlare delle logiche del passato, di responsabilità tutte politiche che nessuno vuole prendersi e chi ci rimette sono e saranno sempre i cittadini. Il Cermec non sarà l’ultimo dei casi malati della pubblica amministrazione. Vero è che questi carrozzoni sono da sempre amministrati da qualcuno, persone fisiche e partiti con nomi e cognomi, chissà perché è sempre così difficile trovare i colpevoli dei buchi di bilancio e dei conti in rosso che poi la cittadinanza deve ripianare. Qualcuno disse non molto tempo fa che l’Italia è un unicum nel suo genere. In tutto il mondo cambiano negli anni le persone che fanno parte dei partiti; in Italia cambiano i partiti, se ne inventano di nuovi, dai nomi più fantasiosi, ma dentro stranamente ci rimangono sempre le stesse persone. Sarà per questo che le cose non si risolvono mai.
