È tutto pronto per la prima udienza del processo al dottor Nicola Bocci noto professionista, molto stimato e conosciuto in città, indagato assieme all’imprenditore Alberto Angeloni, per i reati di falso, corruzione e truffa, nell’ambito delle protesi acustiche. Il processo inizierà mercoledì mattina udienza in cui verranno ascoltati numerosi testimoni: 179 quelli indicati dall’accusa del pm rossella soffio. In aula ci sarà anche l’ex direttore generale della Asl 1 Antonio Delvino. I fatti incriminati sono venuti a galla dopo che un cittadino si era visto addebitare dalla Asl il ticket per una visita specialistica mai effettuata. L’indagine interna della stessa Asl aveva evidenziato delle incongruenze nei certificati medici compilati appunto dal medico specialista, tali da spingere i responsabili dell’ente sanitario a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica. Dalle indagini sarebbe emerso che il professionista, stando alla ricostruzione degli inquirenti, compilava sistematicamente falsi certificati medici, sulla scorta dei quali, poi, il titolare della ditta provvedeva a fatturare alla Asl le protesi acustiche fornite ad ignari pazienti convinti che non occorresse alcuna preliminare visita all’Asl per ottenere la fornitura dell’apparecchio acustico il cui costo è a carico del servizio sanitario. In questo modo il titolare dell’impresa fornitrice, aumentava il suo giro d’affari mentre il medico, in cambio dei falsi certificati, si assicurava una serie di consulenze ben retribuite da parte dell’azienda produttrice delle protesi. L’aspetto curioso della vicenda è che anche le consulenze sono risultate false e quindi mai effettuate. Le fiamme gialle apuane sono arrivate a queste conclusioni dopo mesi di indagini, centinaia di cartelle cliniche esaminate e numerosissime persone sentite, soprattutto anziani, ai quali veniva fatto credere che non occorreva nessuna visita all’Asl ed erano ben disposti, quindi, ad avvalersi delle prestazioni della ditta di Angeloni che garantiva così tempestivamente la fornitura del prodotto richiesto evitando le lungaggini burocratiche. Perfettamente in buona fede, costoro hanno svolto il ruolo di complici ignari della truffa ai danni del sistema sanitario quantificata in oltre 100mila euro. Il dottor Bocci è difeso dagli avvocati Martini e Iacopetti del foro di Massa.
