Si è chiusa questa mattina la commissione di indagine comunale su Massa Servizi, con un’ultima seduta in cui è stato fatto il punto dei lavori e consegnata una relazione nella quale si intravedono le responsabilità politiche amministrative di chi ha malamente gestito quella società. I documenti sono ancora secretati: la relazione è stata stesa dal consigliere di opposizione del PdL Stefano Caruso e probabilmente non sarà l’unica a passare dal consiglio comunale. La commissione si era aperta un anno fa per dimostrare o meno un eventuale danno erariale che Massa Servizi avrebbe causato alla casse comunali. Il lavoro è durato un anno perché i membri della commissione hanno trovato non poche difficoltà. Una per tutte la mancanza di documentazione: Massa Servizi non ha fornito alla commissione i documenti richiesti ufficialmente. Non è stato trovato un solo verbale delle assemblee dei soci, nessun documento che attestasse i rapporti tra Massa Servizi e Ariete, che certificasse il passaggio del 30% alle fiduciarie o che ne avvertisse il comune. Anche l’ex presidente di Massa Servizi Ezio Fornesi si è fatto disattendere. È stato chiamato due volte a comparire davanti alla commissione, ma non si è mai presentato. La chiusura dei lavori della commissione di indagine arrivano anche il giorno dopo la scoperta di un probabile coinvolgimento di Massa Servizi nell’inchiesta sulle false cremazioni di Mirteto. Anche i servizi cimiteriali affidati a Massa Servizi sono stati oggetto di indagine da parte della commissione, a cui è saltato immediatamente agli occhi l’approssimazione con cui Massa Servizi eseguiva quel tipo di controllo al cimitero, quella vigilanza e quel coordinamento, prendendo comunque 250 mila euro dal comune. Soldi pubblici che, visto lo scandalo scoppiato al forno crematorio, sono serviti a ben poco. Quando la relazione verrà resa pubblica i cittadini scopriranno se le conclusioni sono di danno erariale o meno.
