“Le parole le porta via il vento, mentre restano i fatti concreti e i dati certi”, questo affermava da Carrara l’assessore al sociale Massimiliano Bernardi rispondendo alle accuse mosse dalla Cgil. Proprio su questo punto invece l’assessorato sarebbe reo di non convocare i sindacati come dovrebbe, costringendoli puntualmente a dover passare attraverso il sindaco. Per quanto riguarda la certezza dei dati inoltre non vi sarebbero dubbi e non sarebbero per nulla confortanti: dal 2005 a Carrara si assisterebbe a domicilio una media di 50 anziani ma, al momento questi sarebbero misteriosamente calati a 33, con un taglio di ore settimanali da 400 a 290: “O tra il 2005 e il 2009 non abbiamo avuto decessi”, sottolinea la Cgil, “oppure nuovi anziani in attesa hanno trovato risposta”. Impensabile insomma che tra il 2010 e il 2011, a fronte di un inatteso picco di decessi, non ci sia stato alcun nuovo caso. Ma meglio non andrebbe per i minori disagiati: 27 su 40 casi che si chiudono in pochi mesi rappresenterebbero anch’essi un caso eclatante, tenendo conto del fatto che negli ultimi anni la richiesta di assistenza educativa sul disagio minorile sarebbe cresciuta in modo preoccupante. Il Comune di Carrara, dalle 3 mila ore richieste ad Apuafarma nel 2007, è passato alle 10 mila 550 del 2010. “Sono dati che sembrano delineare un’autentica esplosione di disagio”, afferma la Cgil e si chiede, “è possibile pensare che oggi, improvvisamente, ci sia un simile crollo dei bisogni?”. Sull’estate ragazzi, infine, si sarebbe già espressa perplessità al sindaco: la mancata gestione di Apuafarma e la scelta di affidare il servizio alle associazioni avrebbe infatti diminuito le possibilità di integrazione dei ragazzi disabili, che potranno frequentare l’estate ragazzi soltanto nelle poche ore in cui saranno affiancati dal loro operatore. “Questi i dati”, chiude secco il sindacato, “dalla politica continuiamo ad attendere considerazioni, altrettanto politiche, sia sull’innegabile calo dei servizi, contro ogni indicazione espressa dall’Amministrazione, sia sulle ricadute occupazionali che a questo punto anziché preoccuparci ci allarmano, visto che l’Assessore non ci pare averne affatto un quadro realistico.
