Boom di affluenza per il referendum anche a Carrara. Un Comune ormai famoso per la scarsa partecipazione anche alle votazioni amministrative è riuscito a superare il 60% in occasione di uno dei referendum più discussi d’Italia. Per esprimere il proprio parere sul futuro nucleare del Paese, sull’acqua quale bene comune e l’abrogazione del legittimo impedimento per il Presidente del Consiglio ed i ministri, in moltissimi hanno fatto richiesta della tessera presso gli uffici comunali. Chi l’aveva smarrita o l’aveva riempita, dato che a Carrara dal 2001 si è già votato 18 volte, ha tenuto infatti a richiederla: nei 15 giorni precedenti 3mila223 e, soltanto nelle giornate di domenica e lunedì, quindi a votazioni in corso, ben 900. E anche i più giovani, i diciottenni al primo voto, non hanno mancato di dimostrare la propria voglia di essere presenti, per la prima volta, nella vita pubblica: in 208 hanno richiesto la tessera, la prima della loro vita. E se l’affluenza più alta si è riscontrata in Emilia Romagna, seguita a ruota proprio dalla Toscana e poi, dal Friuli Venia Giulia, Carrara, pur non raggiungendo il record empolese, con il suo oltre 70% di affluenze e restando per 2 punti percentuali sotto a Massa, non è neppure l’ultima della Regione, come spesso è accaduto, posizionandosi ad esempio ben al di sotto della vicina Viareggio, che ha superato di poco il 54%. Un evento che aveva creato attesa in molti e che, dopo l’incidente nucleare di Fukushima aveva messo d’accordo quasi tutti, da destra a sinistra, e anche i costituzionalmente scettici e disillusi dalle opportunità offerte dagli strumenti democratici non se la sono sentita di mancare all’appuntamento. Quorum raggiunto e superato in tutta Italia allora e, come ci si aspettava, netta maggioranza dei sì, che hanno superato il 95%, mentre ancor prima della chiusura delle urne il presidente del Consiglio Berlusconi già affermava: “dovremo dire addio al nucleare”.
