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Claudio fiorentini e Mirco Ceccarelli sono i due cittadini massesi arrestati dalla squadra mobile per tentato omicidio. Sono loro che hanno sparato cinque colpi di pistola ai due tunisini domenica pomeriggio in via Pradaccio. Qui si erano dati appuntamento e qui si stavano ammazzando. L’accusa è infatti di tentato omicidio perché i colpi erano stati sparati troppo vicini al cuore per voler solo spaventare i due extracomunitari. La squadra mobile li ha arrestati a meno di 24 ore dalla sparatoria nelle loro abitazioni, che sono risultate pulite alla perquisizione.
Per incastarli la mobile ha utilizzato un pezzo di carrozzeria che la fiat punto bianca aveva perso in via Pradaccio durante la fuga. Poi si parla di una fondamentale segnalazione arrivata in questura subito dopo la sparatoria di un pescatore che aveva sentito i colpi dal lago del sole e che aveva visto fuggire un’auto bianca con una particolare scritta sulla fiancata. Quella scritta, dicono oggi gli inquirenti, è della ditta per cui lavora Ceccarelli come carpentiere. Quando la mobile l’ha ritrovata i titolari dell’azienda hanno confermato che l’auto era in uso ad un solo operaio, il ceccarelli. Fiorentini e Ceccarelli sono due trentenni: ceccerelli fa il carpentiere, fiorentini lavora saltuariamente nel campo edile ed ha precedenti per droga, ma quisquiglie, che di certo non giustificano il tentato omicidio. La pista della droga che all’inizio era la più seguita dagli inquirenti adesso sembra la più improbabile. Stranissimo infatti non aver trovato droga né materiale per lo spaccio nelle due abitazioni dei massesi, a neanche in quella del tunisino zio del 23 enne. I due massesi hanno ammesso di conoscere i due tunisini, che invece avevano negato qualsiasi tipo di frequentazione con loro. Ma non parlano rispetto al movente, che rimane ancora sconosciuto
Inoltre si cerca l’arma che ha sparato: i due massesi non posseggono il porto d’armi e dunque tra i capi di imputazione c’è anche il porto abusivo d’arma da fuoco. Nelle case dei due non sono state trovate pistole. Gli inquirenti cercano l’arma sulle colline massesi dove i due potrebbero averla nascosta dopo la fuga.
