Otto ore di sciopero, blocco dell’ingresso dei dirigenti e assemblea dei lavoratori: è stata una giornata intensa, quella di oggi, per i dipendenti di Nca che all’indomani della conferma da parte dell’azienda di voler procedere al taglio di 50 posti di lavoro, avevano dichiarato lo stato di agitazione. E proprio mentre le maestranze presidiavano l’ingresso del Cantiere, dalla provincia arrivava – anche se ancora in via ufficiosa  – la convocazione del tavolo istituzionale richiesto in settimana dai sindacati e che dovrebbe tenersi lunedì pomeriggio a Palazzo Ducale. Un appuntamento convocato per discutere appunto dell’annuncio con cui i vertici dell’azienda hanno chiarito che o arriveranno almeno 40 adesioni volontarie al percorso di mobilità aperto nei giorni scorsi oppure saranno i dirigenti a individuare, secondo i criteri di legge, una cinquantina di dipendenti da lasciare a casa. Esuberi questi che secondo i sindacati non sarebbero accettabili anche perché annunciati senza la presentazione di un piano industriale, il documento che dovrebbe indicare quale percorso seguirà l’azienda di qui ai prossimi anni.Un problema, quello dei tagli ai posti di lavoro al cantiere, che era tornato d’attualità dopo la ratifica del protocollo d’intesa di fine marzo, firmato da istituzioni locali, Fim e UIlm, in cui si sanciva la necessità da parte dell’azienda di avviare una “riorganizzazione del personale”. Un appello a cui le istituzioni locali hanno risposto convocando in tempi rapidissimi il tavolo di confronto, non senza però replicare alla polemica lanciata dalle maestranze.