Enzo Raffaello Pucci, dipendente della Euroservi, arrestato per primo nel 2007con l’accusa di corruzione, l’uomo chiave per le rivelazioni sul cimitero degli orrori, quello di Mirteto, è già stato interrogato dal Pm Federico Manotti, ha già patteggiato la sua pena a 4 anni e 10 mesi, ma nel controinterrogatorio degli avvocati della difesa riesce ancora a stupire, ad aggiungere particolari inquietanti e a sconvolgere il pubblico di cittadini presenti in aula. Cammina con le stampelle, ha le braccia fasciate, risponde con estrema educazione, non alza mai la voce, non ha paura più a dire nulla: <<Il nostro forno crematorio non era adatto a bruciare così tante salme, come quelle che provenivano anche da altri cimiteri. Per questo arrivati ad un certo punto, le salme più grosse non si bruciavano mai e allora dovevamo girarle, con una pala dalla bocca del forno, per accelerare la loro cremazione. Guardavamo a che punto erano e con la pala giravamo le ossa anche due tre volte>>. A questa frase una donna seduta in aula, una dei tanti parenti delle vittime del cimitero di Mirteto, ha commentato indignata:<<Come un girarrosto, così trattavate i defunti. Vergognatevi>> .  E’stata ricordata anche la prima cremazione, avvenuta l’11 novembre del 2004: una signora di 82 anni, i cui resti sono forse tra i pochi regolari e consegnati alla famiglia. Poi, da subito, chi lavorava al forno crematorio di Mirteto, si rese conto che qualcosa non funzionava a dovere. Rimanevano sempre resti di ceneri nel piatto del forno, perché non tutta la cenere riusciva ad essere inserita nelle urne che portavano i parenti, né tanto meno in quelle in dotazione del cimitero, perché troppo più piccole. <<Questo è un fatto che avviene ovunque_ spiega Pucci_ le urne sono fatte per contenere un tot di ceneri e i resti delle cremazioni sono sempre più abbondanti. Quei resti in più avremmo dovuto  smaltirli correttamente in un cinerario. Ma a Mirteto il cinerario non c’è e noi le buttavamo nel ripostiglio e le accumulavamo. Forse l’etica professionale ci avrebbe dovuto imporre di rendere i parenti a conoscenza del problema e consegnargli anche il resto delle ceneri. Ma non lo facevamo>>. Enzo Pucci fu accusato all’epoca delle indagini di lucrare sulle cremazioni, ovvero di ricevere salme da cremare al nero, che non venivano registrate e di cui il comune non sapeva nulla:<<Ci guadagnavo un po’ io_ dice Pucci_ e un po’ la Euroservizi. Era comunque il Comune di Massa che doveva perderci>>.