Reprimere eventuali irregolarità ed illegalità riscontrabili nella vicenda legata all’improvviso “sblocco” del Sin apuano e far luce in merito al pressapochismo e mancanza di chiarezza che starebbe caratterizzando l’insediamento del nuovo stabilimento industriale del Nuovo Pignone a Carrara. A questo dovrebbe portare l’esposto alla Procura della Repubblica, presentato questa mattina dal Coordinatore comunale di Futuro e Libertà Nicola Franzoni. A preoccupare il comunicato presente sul sito della provincia che annuncia come il 14 marzo scorso sia stato sottoscritto dai massimi esponenti di Comuni, Provincia e Regione, nonché dal direttore generale del Ministero all’Ambiente, l’accordo di programma per la realizzazione del sistema di bonifica della falda del Sin di Massa-Carrara. Evento questo da festeggiare, se non fosse che il documento firmato ricalcherebbe quello già stilato nel 2007 che affermava quanto i livelli di inquinamento non fossero poi così preoccupanti. Simili affermazioni però, invece di far tirare un sospiro di sollievo non farebbero che allarmare ulteriormente, se si considerano le analisi effettuate dall’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, dalle quali emergerebbe un quadro assai meno ottimistico. “Gianfranco Mascazzini, l’allora direttore del Ministero dell’ambiente infatti”, sottolinea Fli, “raccomandava di adottare immediatamente “idonei interventi di messa in sicurezza d’emergenza” per “tutelare la salute della popolazione”, Ciò alla luce dei dati emersi dalle analisi compiute agli sbocchi dei fiumi: hot spot di inquinamento dovuto tra gli altri ad idrocarburi, arsenico, piombo, mercurio nichel e rame, con valori in alcuni casi superiori di ben 400 volte alla soglia consentita”. Fli ricorda l’ampiezza del sin: ben 1600 ettari e, per circa 3 Km al largo della costa che, oltre al discusso porticciolo del Lavello comprenderebbe anche il porto commerciale di Marina di Carrara. Oltre a ciò ulteriori dubbi deriverebbero dal fatto che se la bonifica sarà effettuata come annunciato senza ricorrere ad alcuna delimitazione con palancolatura, gli inquinanti chimici potrebbero disperdersi liberamente nell’ambiente circostante. Il comunicato della Provincia sosterrebbe poi che i singoli soggetti privati, che dispongano di aree nel Sin, sono autorizzati a cercare transazioni con il ministero dell’Ambiente in modo da poter essere svincolate  da altri obblighi. “Insomma”, denuncia Fli, “di colpo, le aree inquinate sono diventate utilizzabili e non nocive, per accordi politici”. A confermare i sospetti più gravi riguardo la mancata bonifica della Zona Industriale Apuana inoltre, ci sarebbe  la vicenda relativa al nuovo stabilimento industriale del Nuovo Pignone in viale Zaccagna, in pieno Sin. Il documento apparirebbe assai poco chiaro anche in merito alle effettive attività che il Nuovo Pignone dovrebbe svolgere a Carrara, parlando solo molto vagamente, di “assemblaggio e montaggio”, per poi prevedere altri insediamenti: una nuova linea elettrica e una nuova linea di fornitura di GAS metano, per una quantità di ben 50mila metri cubi all’ora. Come Italia Nostra e la Lega Nord quindi, il timore di Futuro e Libertà è che la reale intenzione sia quella di avviare la costruzione di una centrale termoelettrica