Snellire l’apparato burocratico-amministrativo e tagliare i costi superflui. Questo chiede Futuro e Libertà di fronte ad una gestione della partecipata IMM che promuoverebbe una duplicazione e triplicazione d’incarichi e strutture all’interno di una società che assomiglierebbe ad un gioco di scatole cinesi. “Non esiste solo la Internazionale Marmi e Macchine”, attacca da Fli Nicola Franzoni, “ma si sviluppano al suo interno, la CarraraFiere, costituita nel 2005 e partecipata al 100% dalla stessa IMM con un capitale sociale di 1 milione e 500mila euro e poi, la Carrara Congressi, partecipata anch’essa al 50% da IMM. Tre strutture amministrate attraverso la propria burocrazia, i propri presidenti, direttori, consiglieri d’amministrazione e sindaci revisori: il tutto però circoscritto nelle mani di due sole persone, Giorgio Bianchini e Paris Mazzanti, che controllano le tre strutture in senso assoluto, come fossero aziende private”. Oltre a ciò, l’intervento dei finiani è volto a condannare  l’operato dell’Amministrazione, che continuerebbe, nonostante la crisi economica e la povertà dilagante, a tollerare la proliferazione e la moltiplicazione d’apparati funzionali superflui e, contestualmente di incarichi e sotto-incarichi a spese dei contribuenti. Ingiustificabile poi, secondo Fli, la generazione di tante strutture derivate: se la Imm ha davvero bisogno di delegare parte delle sue funzioni amministrative, ciò vorrebbe dire che si trova nell’impossibilità di svolgere al meglio il volume, la quantità o la qualità di lavoro che attualmente svolge. Ma strano sarebbe quindi, secondo Franzoni che, se l’attuale dirigenza non riesce da sola a sviluppare tutto il lavoro a suo carico, gli stessi Presidente e Direttore generale svolgano le stesse funzioni anche all’interno di CarraraFiere e Carrara Congressi. Necessario sarebbe, secondo Fli, impegnare energie fresche, fare chiarezza sui costi a carico della collettività per mantenere una gigantesca burocrazia e su quali siano le percentuali di partecipazione ai consigli d’amministrazione e ai collegi dei sindaci che vengono spartite dai vari partiti politici. “Come spartisce il PDL l’accordo col PD in quota IMM?”, chiede Franzoni, “e infine, possiamo essere sicuri che chi si trova ad amministrare o dirigere le funzioni derivate alle partecipate della IMM sia sicuramente estraneo a conflitti d’interesse: in particolare quale interesse verrebbe prima, quello della partecipata pubblica o quello del socio privato?”