Costi di costruzione gonfiati per ottenere maggiori finanziamenti dalla Regione Toscana e dalla Comunità Europea. Questa l’accusa che ha portato al sequestro dell’impianto di bricchettaggio fra i comuni di Massa e Carrara, della società ErreErre. Truffa aggravata, l’ipotesi di reato alla base dell’inchiesta dei carabinieri del Noe di Firenze.

Secondo gli inquirenti, i costi di realizzazione dell’impianto, che deve ancora entrare in funzione e che dovrebbe produrre combustibile dai rifiuti, sarebbero stati gonfiati per ottenere maggiori finanziamenti dalla Regione Toscana e dalla Comunità Europea. La costruzione dell’impianto è iniziata nel 2008 con un finanziamento comunitario di 16 milioni di euro, poi saliti a opera compiuta a 23 milioni. La procura, oltre che per truffa aggravata, indaga anche per reati contro la pubblica amministrazione.

La società ErreErre è a capitale misto: il 51% è detenuto dal Cermec (società che smaltisce i rifiuti a Massa Carrara e controllata dai comuni di Massa, Carrara e Provincia) e il restante 49% dalla Delca spa di Domenico Del Carlo imprenditore di Pisa. L’impianto di bricchettaggio aveva ottenuto solo l’autorizzazione dalla Provincia di Massa Carrara per un esercizio provvisorio nel gennaio 2010 per effettuare alcuni test sui silos per la produzione di bricchette.

Nell’ottobre del 2010 l’intero cda di ErreErre era stato ‘decapitato’ dall’assemblea dei soci che si era rifiutata di approvare il bilancio 2009. Il nuovo cda è sceso da 5 a 3 componenti: ora il presidente è Ugo Bosetti, consiglieri Elisabetta D’Ambrosio e Augusto Cardinotti. Delca ha perso cosi’ l’ad che era Domenico Del Carlo mentre dalla carica di presidente era stato rimosso Luciano Bertoneri