Oltremodo tesa l’espressione del sindaco Zubbani questa mattina, durante la conferenza stampa indetta d’urgenza per comunicare il rinvio dell’attesa demolizione dei fabbricati di Caina. 80 persone mobilitate, tra polizia di stato, carabinieri, polizia municipale e protezione civile per allestire una macchina organizzativa tesa a garantire la sicurezza dell’operazione, l’accoglienza degli sfollati e una corretta circolazione stradale, che ha dovuto arrestarsi alle prime ore di questa mattina. Soltanto all’alba delle 6 Siag, la ditta appaltatrice, ha potuto rendersi conto dell’impossibilità di procedere all’esplosione in quanto, per legge e per motivi legati alla sicurezza, le cariche esplosive non possono giungere sul posto prima della giornata fissata per la demolizione. Il carico di micce e soprattutto detonatori appena arrivato infatti non corrispondeva al materiale ordinato, quello idoneo ad avviare un’implosione controllata da operare in tempi successivi che soli avrebbero garantito il buon esito dell’intervento. Tempestivamente si sarebbe avvertito l’Erp che, a sua volta avrebbe comunicato alle autorità l’accaduto. Impossibile rivolgersi ad altri per ottenere la fornitura necessaria, dato che le ditte produttrici sarebbero soltanto due su tutto il territorio nazionale. Alle 8 e mezzo, appena venuta a conoscenza del fatto la Protezione civile si sarebbe immediatamente messa al lavoro, con altoparlanti e visite porta a porta per avvertire la popolazione residente, trovando, naturalmente, un buon  30% degli appartamenti già vuoti. “Credo che l’amarezza possa leggersi evidentemente sul mio viso”, ha affermato il sindaco Zubbani, rivolgendosi alla stampa, “l’Amministrazione, seppur del tutto incolpevole tiene scusarsi con i residenti sfollati e con la cittadinanza tutta”. Encomiabile, secondo il primo cittadino, l’impegno di mostrato da tutta la macchina organizzativa comunale, la polizia municipale, la protezione civile, “il medesimo elogio però”, ha tenuto ad affermare duramente Zubbani, “non può essere rivolto ad Erp ed alla ditta incaricata, ai quali l’Amministrazione è determinata a chiedere i danni materiali e morali”. E le scuse al Comune sono prontamente giunte dal Presidente di Erp Luca Panfietti che, presente alla conferenza stampa si è impegnato a pretendere garanzie scritte da Siag entro martedì prossimo, che assicurino la presenza di corretti materiali esplosivi, per la demolizione fissata per sabato 14. Per quanto riguarda i risarcimenti, se il Comune si rivarrà su Erp, quest’ultimo chiederà conto a Siag che, come avrebbe già affermato, chiamerà in causa il fornitore di esplosivi.

Sulla mancata demolizione degli edifici di Caina Erp tiene a sottolineare, con un comunicato ufficiale, come la scelta di rinviare l’implosione sia dipesa dalla volontà di garantire la totale sicurezza dei cittadini. In merito il Presidente mostra anche la documentazione che dimostra quanto l’ordine sia del tutto difforme al materiale effettivamente inviato. “Non potevamo –dichiara Panfietti- consentire alla ditta di procedere in circostanze difformi  dal progetto presentato alle autorità. Ci scusiamo con i cittadini e con il Comune ma abbiamo scelto la sicurezza in una situazione della quale non abbiamo responsabilità. Naturalmente per i danni materiali e di immagine ci rifaremo con la ditta che ha vinto la gara di appalto”.