Fondamentale una maggiore coesione, certo ne è il Presidente Norberto Ricci che, di fronte ad un’economia in sofferenza, ad un commercio ed un artigianato in perdita, vede l’unica salvezza in un accordo territoriale più vasto che oltrepassi i confini comunali. L’unico settore che riesce ancora a cavarsela appare l’export, soprattutto di lapideo ma, com’è ormai noto soprattutto materiale grezzo. L’unica speranza per la provincia starebbe, secondo il presidente della Camera di Commercio provinciale, in una maggiore concertazione tra settori ed alleanza tra comuni, quanto meno tra quelli di costa, perseguendo il fine comune di programmare insieme piani per il futuro. E un indirizzo comune sarebbe possibile solo partendo da una comune programmazione del territorio, con piani strutturali omogenei e in qualche modo, svecchiati. Dubbi poi sul metodo promozionale adottato dalla Regione, che tenderebbe ad essere troppo centralista, sacrificando le singolarità delle province decentrate. Buono il ruolo che dell’Imm è chiamato a svolgere, riguardo all’attività fieristica e nella promozione di un materiale capitale per l’economia territoriale. Il marmo infatti reggerebbe ancora le sfide del mercato, seppur col non residuale neo di divenire sempre più materia prima e poco o nulla ingrediente fondamentale per la produzione in loco di manufatti artigianali e non. A poco servirebbe però il muro contro muro tra Amministrazione e associazioni di categoria; e se i toni andrebbero abbassati al tavolo del marmo, secondo Ricci lo stesso andrebbe fatto parlando di sviluppo costiero. Il porto infatti, secondo lo studio dell’Istituto Studi e Ricerche avrebbe visto nel 2010 un grande recupero delle attività, riuscendo a superare di nuovo i 3 milioni di tonnellate: il secondo miglior risultato dagli inizi degli anni ’80, grazie soprattutto ai traffici con la Sardegna