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Sanità pubblica quella italiana, che nulla ha a che fare con quella della stragrande maggioranza degli altri Paesi, non solo extraeuropei. Questo ha tenuto a sottolineare ieri in Sala di rappresentanza del Comune Maria Teresa De Lauretis, ponendo però anche le problematiche che un sistema sanitario come quello toscano dovrà affrontare nei prossimi anni. Eccellenze certo, che dovranno anche fare i conti con i cambiamenti in atto, dal punto di vista sia sociale che economico. Criticità che rischiano d’investire anche il sistema della sanità pubblica, di fronte di quello che era già stato definito dal Presidente dell’ordine dei medici “consumismo sanitario”. Importante quindi impegnarsi a promuovere sani stili di vita e, ha affermato testualmente De Lauretis, “a star male gli ultimi 10 anni di vita evitando cronicizzazioni” a fronte del notevole allungamento dell’età media della popolazione. Tutto questo per evitare di perdere, come già aveva paventato nel proprio intervento Renzo Giusti dell’Associazione Frediani, i privilegi offerti da una sanità pubblica universalistica qual è quella attuale. Sul 7° piano del monoblocco carrarese poi, la chiusura sarà obbligatoria. I casi di coma lì presenti dovranno essere collocati altrove, tentando di non allontanarli troppo e rendere così ancor più penosa l’assistenza da parte dei familiari. Il 7° piano però accoglie anche, fra i pazienti a pagamento, malati terminali, e qui, appunto, s’inserisce il problema dell’hospice atteso da oltre un decennio e mai realizzato. Al momento insomma l’hospice non si farà, puntando sull’assistenza domiciliare che, contrariamente a quanto denunciato da alcuni, in provincia, sostiene De Lauretis, anche a detta degli operatori, è eccellente. Per quanto riguarda le problematiche del Pronto soccorso invece, questo sarà potenziato ed i tempi d’attesa per analisi e visite specialistiche, ridotti.