I social network oggi sono diventati una realtà, parallela dove, per una miriade di ragioni contrapposte, ci si muove come sul piano reale: da Facebook a Twitter, da My Space a Orkut, fino ad arrivare a Youtube quasi tutti hanno un canale preferenziale multimediale in cui si muovono liberamente. Sui social network non solo si chatta, ci si conosce, perfino ci si fidanza e si litiga e alle volte scoppiano anche casi diplomatici. Il decreto Brunetta, non a caso, era in intervenuto per cercare di porre un freno all’uso ed abuso dei canali di socializzazione on line, arginandone la deriva con un decreto ad hoc che impedisce ai pubblici dipendenti di accerdervi durante le ore lavorative. Come insegna il buon vecchio adagio ogni regola soffre la sua eccezione: ed ecco allora che il divieto legislativo non sembra valere per il presidente del consiglio comunale di Carrara Luca Ragoni che, non solo accede regolarmente al profilo personale facebook dal computer dell’ufficio in cui lavora, ma si è creato una bella rete di collaboratori personali in municipio, che hanno il compito di aggiornarne la pagina; pagina, continua Musetti che non contiene solo aggiornamenti istituzionali dell’attività del comune, ma da spazio a messaggi e a considerazioni politiche personali che nulla hanno a che vedere con l’attività di presidente del consiglio. La segnalazione proviene direttamente dal capogruppo consiliare de la Destra Gianni Musetti che proprio non comprende come mai il presidente goda di questa particolare immunità informatica. Il presidente è in pieno regime di abuso di monopolio informatico, sbotta il capogruppo e non si capisce come mai l’accesso al social network sia impedito invece agli altri consiglieri comunali; non solo, ma Ragoni possiede anche una pagina personale “Il presidente informa”, di cui nemmeno il sindaco Zubbani ne dispone. Come mai questa palese disparità di trattamento, l’amara conclusione di Musetti?
