La Eaton rompe il silenzio di mesi e torna a parlare attraverso un comunicato ufficiale in cui conferma di aver incontrato il sindaco di Massa Roberto Pucci, per fare il punto della situazione sulla reindustrializzazione dell’area. La Eaton vuole vendere, probabilmente non vede l ’ora di tagliare tutti i ponti che la legano al territorio massese, non ultimo quello del Tribunale che la vede contrapporsi a 300 lavoratori che contro di lei hanno inoltrato una causa per licenziamento illegittimo. L’incontro con il sindaco avviene martedì: nessuno sa nulla, né i sindacati, né la Rsu. La Eaton, si legge nel comunicato, ribadisce  l’impegno  a mantenere la proprietà e la volontà di offrirla a potenziali investitori con un ragionevole progetto di reindustrializzazione. Poi  discute col sindaco sulle possibili opzioni per la vendita dello stabilimento di Massa e concorda col primo cittadini di riprendere il confronto quando entrambi avranno analizzato meglio le opzioni sul tavolo. In pratica, la Eaton ha scoperto dopo cinque mesi che non ci sono nuove aziende interessate ad investire, che le proposte rimangono quelle delle prime manifestazioni di interesse, anzi di meno, perché Carbon Dream ha dovuto rinunciare all’affare dopo aver perso una commessa importante della Fiat. Rimane ancora il nome di Tecno Carbon,  la tedesca che sta cercando  di consolidare il suo assetto societario e c’è anche la cordata francese, su cui vige il più estremo riserbo delle istituzioni. La Eaton, lo ricordiamo, aveva già analizzato queste proposte dopo il patteggiamento in tribunale, per verificarne la fattibilità e decidere se concedere o meno altri mesi di ammortizzatore sociale agli operai, in attesa che la reindustrializzazione fosse compiuta. Ma le proposte erano state giudicate insoddisfacenti, deboli, prive di un piano industriale concreto e così i licenziamenti erano stati riavviati. Alla fine la Eaton ha concluso dicendo che  << la chiusura dello stabilimento era stata una decisione difficile, presa sulla base di una complessa valutazione del mercato, della domanda e delle continue richieste dei clienti per ridimensionamenti dei prezzi. E’ stata anche presa tenendo conto di tutte le leggi locali e nazionali in essere che riguardano la chiusura di stabilimenti e con la consultazione dei Sindacati e degli uffici del lavoro>>. Ma nonostante questo il 25 maggio si torna davanti ad un giudice per analizzare i ricorsi degli operai contro l’azienda e i licenziamenti senza giusta causa.