Commissione sanità oltremodo calda ieri pomeriggio a Carrara. Alla presenza di Claudio Salvadori a Francesco Paganini per la Uil, alcune Oss hanno portato all’attenzione dell’amministrazione il disagio in cui si troverebbero quotidianamente all’interno dei reparti ospedalieri. Sotto organico e schiavizzate oltremisura, le operatrici sanitarie lamentano la mala gestione dell’Asl e Salvadori, quale rappresentante sindacale non lesina forti attacchi al nuovo direttore Maria Teresa De Lauretis, rea, secondo la Uil di fungere da cane da guardia del Presidente della Regione Enrico Rossi, nel tentativo di intraprendere una politica mirata ad effettuare tagli indiscriminati alla sanità provinciale. Insomma dalla Regione si cavalcherebbe il polverone suscitato dal crack Asl per mietere vittime in nome di una razionalizzazione del personale poco confacente al reale bisogno: “si spendono 160 mila euro per l’acquisto di manichini per le esercitazioni e poi si lasciano reparti tanto sguarniti da favorire l’abbandono del paziente”. Il compito delle oss è quello di dedicarsi all’assistenza di base nonché alla pulizia e al trasporto, funzioni che non attengono più agli infermieri che tra l’altro, avrebbero ben altre retribuzioni. “La cura del paziente è fondamentale e se questa viene a mancare si aprono autostrade verso altri ospedali, come quelli di Pisa e Viareggio, depotenziando l’offerta locale”, sostiene Salvadori, “e una volta aperta una via preferenziale verso altre località è assai difficile tornare indietro”. Sul banco degli imputati quindi la gestione dei concorsi: da quello partito ad ottobre sarebbero state attinte solo 125 delle 250 in lista ed i turn-over non sarebbero garantiti, senza contare le intimidazioni subite sul posto di lavoro, sconsigliando alle operatrici la maternità. Oltre a ciò l’allarme per il l’ipotesi mormorata recentemente: la possibile chiusura del 7° piano del monoblocco carrarese, reparto a pagamento e ospitante alcuni casi di coma irreversibile. Grave errore secondo il consigliere Enrico Isoppi, mossa addirittura illegale per Iginio Dell’Amico. Ma al di là di questo è anche un’altra cosa a colpire, ovvero l’assenza delle altre 2 sigle sindacali. Che non ci sia più unità tra Cgil, Cisl e Uil è ormai cosa nota, ma alquanto dubbia appare la totale assenza di Cgil e Cisl ad un incontro tanto importante. “Quella della Uil è diventata una battaglia scorretta su tutta la linea”, accusa oggi Paolo Guerra dalla Cgil, “non solo non sapevamo nulla della riunione di ieri, ma dall’Azienda sanitaria si stanno rispettando i patti presi a suo tempo: 131 e non 125 dovrebbero essere le operatrici assunte, ma questo avverrà secondo i piani dell’azienda, così come l’approvazione di un Pal straordinario”. Insomma, quella intrapresa dalla Uil sarebbe una battaglia esclusivamente clientelare “da parte un sindacato”, conclude Guerra, “che a Roma firma i tagli e promuove l’interinale per poi venir a fare il poeta in provincia”.
