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Un altro strappo nei rapporti tra Provincia e Comune di Massa: questa volta il problema lo solleva l’assessore all’ambiente Andrea Ofretti, che accusa la provincia di non aver fatto rispettare una determina regionale con cui si regolarizza il ripascimento delle scogliere. Tutto nasce dalle numerose segnalazioni arrivate in queste settimane agli uffici comunali di discariche abusive, degrado, sporcizia e polvere. Abbandoni ingiustificati di materiali vari, sassi, terre e ciottoli, ma anche tubi o geo-tubi, davanti agli stabilimenti balneari del litorale e all’interno di alcune spiagge pubbliche. <<Quest’anno non pulisco_ dichiara Andrea Ofretti_ non è compito del comune di Massa. I camion con il materiale di risulta arrivano tutti da Carrara>>. Per fare chiarezza sulla questione è necessario fare un passo indietro: ogni anno si ripresenta il problema del rinascimento delle scogliere, che si affronta con il materiale di risulta ricavato dalle cave di marmo. La Regione Toscana tramite una determina del 31 luglio 2008, stabilisce che questo materiale utile alle costa di Marina di Massa debba essere prelevato dalle cave attive di Forno e Casette. L’anno scorso la determina è stata rispettata e numerosi camion, per circa 30 passaggi al giorno, hanno fatto spola dalle cave massesi alla costa.

Il concetto è chiaro: il rifornimento non è avvenuto né a Casette, né a Forno, bensì in altre cave di Carrara e la tassa marmi è ricaduta quindi in un altro comune; le ditte hanno comunque abbandonato materiali e ciottoli sulle spiagge e se il comune di Massa provvedesse alla pulizia di quella zone ne avrebbe solo una spesa. Gli uffici ambiente hanno scritto due lettere, alla Regione Toscana e alla Provincia in cui  chiedono spiegazioni sul perché la determina non è stata fatta rispettare e perché dunque le ditte vincitrici di appalto si stiano rifornendo a Carrara e non a Massa per il rinascimento delle scogliere.