Se il documento di giunta provinciale poteva sembrare duro nei confronti del piano strutturale massese, la posizione della regione sarà devastante per l’amministrazione Pucci. Quello che scrive in un documento passato lunedì sera in giunta, è una totale bocciatura al piano strutturale, una posizione che non dà adito a dubbi, che spara a zero contro il dimensionamento, che è il cuore di ogni piano strutturale e contro le varianti anticipatrici, che di fatto hanno assorbito gran parte dello stesso piano. La Regione contesta quasi ogni punto. Il comune di Massa, come più volte scritto, aveva accolto parzialmente le osservazioni regionali ma, scrive la Regione, <<le problematiche evidenziate sono aumentate successivamente, per effetto delle modifiche apportate in sede di approvazione”. Ed eccoli qui i punti bocciati: sul dimensionamento la Regione scrive che <<tra il piano strutturale adottato e quello approvato emergono incrementi del carico insediativo complessivo di circa il 60% per la residenza e di circa 50%per le funzioni turistico- ricettive. Insomma si costruisce troppo. Secondo la Regione <<il dimensionamento delle funzioni produttive diminuisce a vantaggio del settore commerciale, anche grande distribuzione, derivante per lo più dal recupero ed incremento delle strutture esistenti. Fra queste spicca la previsione nella zona industriale apuana che prevede l’inserimento in sede di approvazione di mq 40.000 di superficie utile libera per le funzioni commerciali- direzionali- servizi, di cui 10.000 di nuova edificazione>>. Ma secondo la Regione il dimensionamento subisce modifiche anche per i sistemi territoriali e sottosistemi, dove si riscontra un incremento pari a circa il 66% per la funzione residenziale e al 43% per quella commerciale- direzionale e un incremento della funzione turistica pari al 23% nel sistema territoriale della montagna. Infine la Regione segnala che nel dimensionamento del centro città non risulta l’Ospedale unico che dovrebbe invece essere riportata nelle quantità esistenti, portando il dimensionamento ad una diminuzione del 20%. La Regione elenca poi le varianti anticipatrici del piano strutturale e le contesta tutte dichiarando che <<rischiano di compromettere l’effettiva sostenibilità del piano strutturale sulle risorse territoriali, depotenziando l’effettiva valenza assegnata al regolamento urbanistico>> . In merito alle ex colonie marine secondo la Regione << si rileva una sostanziale modifica di obiettivi, consentendo la riconversione parziale in residenze e dunque sussistono profili di incompatibilità con il Pit che le classifica come elementi di valore storico- culturale e per le quali gli atti di pianificazione prevedono azioni mirate al riuso per funzioni pubbliche, legate all’ospitalità turistica>>. Insomma, la regione non salva nulla.
