Nel Consiglio Comunale di lunedì scorso è stata approvata, con i voti contrari dell’opposizione e del consigliere del PD Pierluigi Iardella, la delibera riguardante lo schema per la costituzione del diritto di superficie, a titolo gratuito a favore del Comune di Carrara del terreno in località Tarnone Fossacava per la realizzazione del punto di informazione ed accoglienza inserito nel Piuss “Carrara e Massa un territorio da ri-vivere”. Tra le altre cose il progetto prevede appunto  la costruzione di una strada, con relativa area di manovra e di sosta per accedere al sito archeologico “Cava Romana”. Il tutto su un’area di quasi 10 mila metri quadri sulla quale il Comune costituisce una servitù di passaggio a favore di aziende private, quali la Escavazione Marmi Lochi Sas e la Cava Z srl. Un diritto di superficie valido per 30 anni, al termine dei quali le parti potranno rinegoziare il rinnovo oppure, in assenza di accordo, il diritto di superficie si estinguerà per decorrenza. Se l’Amministrazione  guarda con favore alla possibilità di usufruire dell’area per trent’anni si accingerebbe però anche a spendere quasi 2 milioni di euro pubblici  all’interno di una proprietà privata. “Un buon canone elargito ai proprietari” ironizza Ilari, “siamo sicuri che la Regione Toscana ci coofinanzi il progetto con un forte esborso di denaro su un terreno di proprietà privata e che per questo si attingano quasi  800 mila euro della casse del secondo comune più indebitato d’Italia? Visto che del progetto si parla da almeno un decennio”, conclude il consigliere del Pdl, “possibile che in tutti questi anni a nessuno della nostra Amministrazione sia venuto alla mente di espropriare questi terreni incolti e sterili?”