Restano poco più di 24 ore, poi Fermet, azienda di commercializzazione rottami, bonifiche ambientali, demolizioni, smaltimento rifiuti, non potrà più lavorare nel sito del Casellotto, dove sorgerà un sottopasso ferroviario. Motivo per cui l’azienda sta operando vari spostamenti di uffici e capannoni nella vicina area di ex Italcementi, per un investimento da circa 20 milioni di euro. A novembre scorso l’amministratore delegato Alberto Ricciardi aveva ottenuto dal Comune di Massa, in accordo con Rete Ferroviaria Italiana, una proroga a proseguire le attività nel sito di Casellotto fino al 31 marzo. Ma i lavori non sono conclusi, ritardi dovuti al maltempo e al fatto che, essendo area soggetta a Sin, solo il 24 febbraio Fermet ha ottenuto il via libera dal ministero dell’ambiente. Dopo aver invocato il comune di Massa, Ricciardi chiede formalmente più tempo a tutti gli enti interessati e si rivolge al presidente della provincia Osvaldo Angeli nel tentativo di ottenere urgentemente un incontro tecnico che accordi la richiesta di proroga dell’azienda alle esigenze di Ferrovie dello Stato. Oltre che alla Provincia, Fermet ha inviato la richiesta anche a Prefettura e Comune di Massa. Il gruppo statale pare abbia dato piena disponibilità ad un confronto già nella giornata di domani. Si attende una risposta dagli enti locali. Dall’amministrazione comunale, intanto, la posizione appare chiara: pronti a concedere tempo, ma non sarà la collettività a pagare i ritardi di un’azienda privata. 

Il caso “Fermet” arriva anche in consiglio regionale tramite Jacopo Ferri del PDL perché ne va di un’importante azienda del territorio e del posto di lavoro di decine di operai. La mozione presentata in Consiglio Regionale chiede alla Giunta di verificare la gravità della situazione e mettere in atto tutte le azioni possibili e necessarie a permettere a Fermet di avere il tempo utile per portare a compimento il suo trasferimento.