Le sostanze manipolate e scaricate senza alcun tipo di involucro nel porto di Marina di Carrara sarebbero altamente inquinanti: principalmente bauxite, formata da ossidi e silicati complessi di alluminio, barite e magnesite, oltre che altri tipi di minerali di cui non si conoscerebbe ancora la natura. Questi minerali, formati da silicati e solfati, svilupperebbero nanoparticelle di metalli micidiali per la salute. “Chiediamo alle autorità competenti di rendere noto il nome e la composizione chimica di tutte le sostanze movimentate nel porto”, affermano i Giovani Repubblicani e Futuro e Libertà e, suggerendo all’Autorità Portuale d’impiegare parte dei 25 milioni stanziati dal governo per il Water-Front per completare l’impianto fotovoltaico portuale, aggiungono, “la vicina Autorità Portuale di La Spezia, ha appena consegnato all’Arpal una centralina mobile altamente all’avanguardia per il controllo dell’inquinamento atmosferico ed acustico, mentre molti altri porti hanno già provveduto a dotarsi di sistemi di alimentazione fotovoltaici”. Questo permetterebbe di rifornire le navi che stazionano nello scalo di corrente elettrica evitando l’utilizzo dei motori Diesel, alimentati con combustibili fortemente contaminati da zolfo: tenere accesi i motori di una nave infatti, comporterebbe lo stesso inquinamento provocato da un inceneritore di rifiuti solidi urbani.