A pochi giorni dall’ennesima udienza che dovrebbe decidere del destino dell’aria di Carrara che molte associazioni ambientaliste denunciano essere satura di pericolose polveri sottili, Legambiente presenta un nuovo video: “2011 Odissea nelle polveri”, teso ad illustrare come la settimana scorsa la città abbia vissuto quello che viene definito un altro incubo documentato, prima ancora che dalla centralina della Lugnola, dai nuvoloni sollevati dai camion del marmo. Oltre alla sporcizia dei camion, un contributo alla polverosità delle strade proverrebbe dai fanghi che ricoprono le vie d’arroccamento e, per ottenere l’asfaltatura degli accessi sarebbero stati necessari 2 procedimenti giudiziari aperti da cittadini e associazioni ed altri 2 di ripetute ingiunzioni. Ma se oggi finalmente gli accessi sono asfaltati, l’intervento parrebbe del tutto vanificato dal mancato rispetto di una parte del provvedimento. “Poiché le cave non provvedono alla pulizia degli accessi delle vie d’arroccamento”, denuncia Legambiente, “questi sono ricoperti da fanghi che i pneumatici dei camion provvedono a trascinare sulle strade comunali”. E la responsabilità di una simile situazione sarebbe imputabile ai mancati controlli: “Negli ultimi 5 anni”, sottolinea ancora l’associazione, “la polizia municipale ha effettuato un solo controllo e dietro nostra segnalazione, quello del dicembre 2009. Mentre dall’elenco di quelli effettuati nel 2009 e 2010 non risulta sia stata comminata alcuna sanzione”. Ma un giro di controllo dei volontari di Legambiente avrebbe accertato condizioni pessime su molti degli accessi alle cave: presso La Piana, Fossaficola, Fossacava e Trugiano Olmo , a Gioia e Venedretta, al frantoio Trugiano, presso Novella e Belgia ai Ponti di Vara e via Fantiscritti Oltre a chiedere alla polizia municipale di adoperarsi per il rispetto dell’ordinanza quindi, Legambiente afferma che si farà carico di richiedere periodicamente conto dei controlli effettuati, fino a soluzione  del problema.