Dotare di defibrillatori le strutture extraospedaliere. È quello che chiede il consigliere del pdl stefano caruso, facendo riferimento alla legge del 3 aprile 2001, n. 120, varata dal governo per ampliare la possibilità dell’utilizzo di queste apparecchiature anche all’esterno delle strutture ospedaliere e non solo al personale medico od infermieristico, ma anche a tutti coloro che hanno i requisiti necessari conseguiti mediante un corso di formazione e addestramento. Non tutti sanno che il Governo Berlusconi aveva approvato un finanziamento di 8milioni di euro per il triennio 2010-2012, per l’acquisto di defibrillatori semiautomatici, 4 milioni di euro per l’anno 2010 e di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012, soldi di cui quasi nessun comune italiano ha usufruito, nonostante l’arresto cardiaco da fibrillazione extraospedaliero continua a essere una delle principali cause di morte in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi industrializzati: in Italia corrisponde al 10% dei decessi annui, e al 50% di tutti quelli per malattie cardiovascolari: circa 60mila persone che se fossero sottoposte ad una scarica di defibrillatore entro 5 minuti dall’evento potrebbero salvarsi nel 50% dei casi. In pratica, ci si sente male durante le file agli uffici comunali, o alle poste, nelle scuole, nelle strutture sportive come la piscina comunale. Ma in nessuna di queste strutture massesi c’è a disposizione un defibrillatore che potrebbe salvare la vita a molte persone. Saper usare correttamente un defibrillatore semiautomatico esterno e apprendere le operazioni da attivare in caso di perdita di coscienza dovuta ad arresto cardiaco, richiede un semplice corso di formazione di poche ore, a seguito del quale si ottiene l’autorizzazione all’utilizzo del dispositivo, senza la necessità di ulteriore esperienza medica. E dunque potrebbero farla anche gli alunni e usarlo, in caso di bisogno, su giovani compagni di scuola. “Sarebbe fondamentale cominciare a costruire il percorso che porti a dotare immediatamente di defibrillatori le scuole e nel contempo le associazioni o gli enti in grado di formare e addestrare gli operatori per l’utilizzo dell’apparato” dice Caruso, che ha scritto un ordine del giorno, che potrebbe diventare anche una interpellanza regionale, fatta propria dal consigliere del PdL Jacopo Ferri. Infondo, conclude il consigliere si tratterebbe solo di usufruire di soldi già stanziati dal governo, fare richiesta e attivare i finanziamenti.
