Il Comune ha preferito sprecare i soldi dei cittadini in avvocati, anziché investirli nel miglioramento dell’impianto di Torano: è quanto afferma oggi Legambiente, riaprendo il dibattito sulla controversa struttura deputata al lavaggio dei camion del marmo. Ricordando che l’inquinamento da polveri sottili che affligge la città, è da addebitare soprattutto ai residui di polveri depositati sui mezzi pesanti, l’associazione ambientalista denuncia l’inefficienza dell’impianto che fin dalla sua realizzazione ha evidenziato gravi carenze: lacune riconosciute anche dall’ordinanza Bartolini che tra le altre misure anti pm10, inserì proprio la necessità di migliorare la struttura di Torano, con una spesa intorno ai 60 mila euro. Da allora, proseguono da Legambiente, il Comune mira a rinviare il più possibile l’intervento, attendendo un nuovo ordine del tribunale e, magari, sperando di tirare alle lunghe il processo fino al completamento della strada dei marmi, in modo da eludere l’intervento migliorativo a Torano. La miopia del municipio, conclude l’associazione ambientalista, appare evidente se si pensa che solo per le spese legali finora piazza due giugno ha investito più risorse di quelle  necessarie al miglioramento dell’impianto di lavaggio, una spesa che avrebbe migliorato la situazione dell’aria in città e di conseguenza la qualità della vita dei cittadini.