Come si prepara Carrara a celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia? Nel modo sbagliato, secondo David Chiappuella, coordinatore regionale Federazione Giovanile Repubblicana Toscana che sottolinea: “le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia dovrebbero richiamare tutti ad un rinnovato impegno per la salvaguardia delle istituzioni democratiche e della Costituzione, e indicare alle nuove generazioni i sacrifici dei Padri della Patria”. Chiappuella bacchetta l’amministrazione carrarese, che non si dimostra all’altezza della storia e delle sue radici risorgimentali: poche iniziative, assente un calendario ufficiale degli eventi, nessun richiamo al tricolore.Tra le sporadiche iniziative in programma Chiappuella ricorda due incontri di studio promossi nell’ambito della campagna regionale “Tipi da biblioteca”, dedicati il primo ai monumenti carraresi “significativi del sentire risorgimentale” e il secondo ai documenti posseduti dalla biblioteca civica. Nel primo documento, fa presente il coordinatore dei repubblicani, è stato dimenticato il monumento di Giuseppe Mazzini, per far posto a quello della sovrana reazionaria Beatrice d’Este. E Non basta neppure la decisione di dedicare all’Unità d’Italia i prossimi tregiorni del festival Con-Vivere. Secondo Chiappuella, l’amministrazione carrarese: si sarebbe dovuta ispirare a città come La Spezia e Firenze, che hanno annunciato già da tempo un gran numero di iniziative di alto profilo culturale incentrate sull’argomento. La necessità è quella di evitare l’appannarsi della memoria storica sul processo che portò alla nascita dello Stato italiano.