Minacce al sindaco di Massa Roberto Pucci, una telecamera nascosta nell’ufficio dell’ex comandante dei vigili urbani Francesco Delvino e un’unica grande inchiesta aperta dalla Procura di Massa Carrara, perché c’è un unico filo che lega le minacce al primo cittadino con alcune presunte registrazioni, forse realizzate proprio in quella stanza del comando di Polizia Municipale. Tutto ha inizio una notte del 27 dicembre 2010 quando Pucci riceve il primo sms da una cabina del telefono: un messaggio in cui gli viene consegnata una password per aprire un documento segreto che troverà nella posta elettronica all’indomani mattina. Un documento su cui si sta indagando e che fornisce numerosi spunti e materia su cui lavorare, sia alla Magistratura che alla Digos. Il documento anonimo parla senza mezze misure: qualcuno chiede al sindaco di lasciare il comandante Delvino al suo posto, visto che nell’aria già da aprile, si mormora il suo trasferimento, per mancato rinnovo del contratto. In realtà più che una richiesta è un ricatto: nella mail il cittadino anonimo sostiene di aver bisogno di Delvino a Massa, disperatamente, perché altrimenti “sarà rovinato”, e minaccia di rivelare “affari sporchi” dell’amministrazione comunale, qualora il suo “desiderio” non venga esaudito. “Affari sporchi” che riguarderebbero “appartamenti Asl” e un “ripristino milionario di terreni”. Le prove di questi “affari sporchi”, secondo la mail, sarebbero in alcune registrazioni, in possesso del cittadino anonimo e pronte all’uso. Registrazioni con cui l’uomo minaccia il sindaco, il presidente della Regione Enrico Rossi e altri assessori e membri dell’amministrazione comunale, Franca Leonardi e Elena Cordoni. La mail è nelle mani della Procura, assieme ai messaggi inviati a Roberto Pucci. Un secondo sms arriva dopo che, probabilmente, il cittadino si è accorto che il sindaco non si era piegato a nessun ricatto, che la decisione di non rinnovare il contratto a Delvino era stata presa e che nessuno aveva cambiato idea. Insomma l’ex comandante aveva già fatto le valigie per volere del sindaco. L’sms è un’altra minaccia, un altro monito per l’amministrazione Pucci, in cui si conferma la presenza di registrazioni compromettenti che verranno diffuse, si dice, a giornali e mass media nel mese di gennaio. Pochi giorni dopo, arriva anche la notizia dal Comando di Polizia Municipale del ritrovamento di una microcamera e di un imponente apparato di registrazione all’interno dell’ufficio di Francesco Delvino: la microcamera è posizionata alle spalle della scrivania dell’ex comandante, praticamente murata e il filo è collegato ad un caricabatterie, per non destare sospetti. Sotto il Pc c’è l’impianto di registrazione. La Digos si precipita, vengono scattate foto e fatti rilievi, poi il 3 gennaio il tecnico di una ditta parmense porterà via l’attrezzatura, senza che nessuno lo possa impedire. La mail di minacce al sindaco Pucci è stata giudicata “non uno scherzo” dalla magistratura, che dunque segue la pista di presunte registrazioni con le quali potrebbero venir ricattati a turno numerosi politici locali. Il giallo sulla telecamera nell’ufficio di Delvino si infittisce: chi ce l’ha messa, perché, a che titolo? Chi è la vittima? Alcuni dettagli non possono ancora emergere, altri invece si, come quello che riguarda un’intera giornata di luglio, nel 2009, quando l’ufficio di Delvino fu impraticabile per chiunque, pubblico, addetti e agenti, a causa di alcuni lavori, iniziati al suo interno e conclusi nel tardo pomeriggio.
