Una stella a cinque punte disegnata sul muro esterno, una macchia rossa sul campanello a simulare uno spargimento di sangue, uova contenenti altra vernice rossa lanciate contro le finestre e infine, la scritta “Figli di operai figli della stessa rabbia”: è quanto ha trovato stamani a imbrattare la sede di Assindustria Massa-Carrara il vicedirettore dell’associazione, Massimo Bani, il primo a scoprire gli atti vandalici di cui era stato bersaglio probabilmente nella notte, l’edificio di viale XX Settembre. Ma all’Associazione si dicono sereni: anche in seguito un confronto con le forze dell’ordine, assindustria esclude motivazioni che abbiano attinenza con questioni locali quali le vertenze Eaton ed Nca, o la mancata sottoscrizione, proprio da parte dell’associazione, dell’accordo in merito alle concessioni degli agri marmiferi, di cui si discuterà ancora domani. E intanto, mentre un attacco simile a quello subito da Assindustria Carrara si è registrato anche nella sedi viaregggine di Cna e Cisl, sulla doppia vicenda, interviene la Cgil Toscana: “Pur in presenza di un confronto aspro”, scrive il sindacato, “occorre mantenere un equilibrio e un rigore nella lotta e nel confronto delle idee: non si recupera democrazia nei luoghi di lavoro con gesti dimostrativi inutili e fine a sé stessi”. Da Firenze infine, il Presidente della Regione Enrico Rossi ha commentato: “Episodi come questi  devono essere condannati con forza perchè, oltre a inneggiare a una violenza che ci riporta a periodi fra i più bui della nostra storia, tradiscono lo spirito profondamente democratico e aperto al dialogo tipico della nostra regione. “Pur convinti che si tratti di fatti molto seri e gravi – ha concluso Rossi – siamo altresì sicuri che si sia di fronte ancora ad episodi isolati sui quali deve prevalere un civile confronto”.