31 immobili del catasto urbano e 64 di quello terreni per un totale di 95 proprietà: sono tanti, secondo l’agenzia del territorio, i beni non accatastati che il comune di carrara dovrà anzi avrebbe gia’ dovuto provvedere a regolarizzare. I termini per l’accatastamento di queste proprietà sono infatti già scaduti e, in attesa di una preannunciata proroga, a Carrara si è iniziato a discutere stamani in commissione Urbanistica di come fare per adeguarsi alla normativa in modo rapido ed economico. Il problema, non serve a dirlo, sono infatti i soldi: se il municipio non si mobiliterà in tempi stretti, sarà infatti l’agenzia del territorio a svolgere le pratiche di accatastamento, presentando poi in piazza due giugno un conto che potrebbe oscillare intorno ai 180-200 mila euro. Per evitare questo salasso stamani l’assessore all’Urbanistica Andrea Vannucci, accompagnato dai dirigenti dei settori competenti Claudio Baccicalupi e Luca Galletto, ha proposto l’istituzione di un pool di tecnici da selezionare tra i dipendenti del comune di carrara, a cui verrà affidato il compito di fare l’inventario dei cosìdetti beni fantasma e di procedere poi al loro accatastamento. Un lavoro certamente impegnativo di cui ancora non è possibile stimare i costi visto che appunto l’elenco delle proprietà da regolarizzare deve ancora essere compilato. Secondo gli uffici del municipio infatti, dopo una prima scrematura, la lista degli immobili potrebbe passare dai 95 indicati dall’agenzia del territorio a un numero che oscilla tra i 60 e i 65. Una cifra pur sempre molto considerevole, soprattutto se si considera che il lavoro di accatastamento è piuttosto lungo e complicato. Per evitare la surroga, vale a dire che sia l’agenzia del territorio a svolgere le pratiche con un notevole aumento delle spese per il comune di carrara, gli uffici del municipio dovranno provvedere in tempi rapidissimi ad affidare l’accatastamento, dimostrando così la volontà di procedere alla regolarizzazione dei beni fantasma. Questo dovrebbe bastare, almeno per ora a evitare la stangata, sempre che piazza due giugno riesca poi a trovare i soldi per mettere in piedi il pool di tecnici.
