Comunicato della Regione Toscana

L’assessore al Diritto alla salute ha svolto una comunicazione in commissione Sanità dove vi è stato un articolato dibattito

 

Un certo approfondimento anche sui bilanci delle altre Asl va fatto. E’ il sistema dei controlli ad esser venuto meno. Quello di Massa rappresenta un caso isolato o è la punta di un iceberg? Si tratta di un quesito da chiarire. E non è l’unico. All’origine ci sono solo il pressappochismo e la scarsa professionalità dei dirigenti massesi, come si evince dalle dichiarazioni della Giunta, o vi è qualcosa che riguarda l’intero impianto della sanità toscana?”.

      Il vicepresidente Stefano Mugnai (Pdl) ha posto tali quesiti nel corso della commissione Sanità che oggi, all’ordine del giorno, ha visto la comunicazione dell’assessore regionale al Diritto alla salute, Daniela Scaramuccia, che ha parlato del commissariamento dell’Asl di Massa e della situazione complessiva del sistema sanitario della Toscana.

      L’assessore Scaramuccia ha evidenziato che il “buco economico” della Asl di Massa è complessivamente di 270 milioni, frutto della somma del deficit maturato negli anni fino al 2009 e dei 45 milioni assommati nel 2010, e che il commissariamento dell’azienda massese, affidato alla manager Teresa De Lauretis, sarà prorogato.

      “La perdita economica verrà ripianata, dopo l’approvazione del bilancio, con le risorse disponibili degli anni precedenti, economie di progetti, recupero di compensazioni degli anni pregressi e residui di credito già disponibili”, ha specificato la Scaramuccia. Che poi ha parlato della necessità di “una gestione oculata ed attenta che consentirà al sistema di garantire le risorse necessarie senza lesione o interruzione dei servizi, aggiunte di tasse e penalità derivanti dalle verifiche ministeriali”, fermo restando che “ci attendono mesi di duro lavoro”.

      La Scaramuccia, che ha parlato di “dovere di assoluta trasparenza”, ha precisato anche che “la Regione sta per approvare i bilanci 2009 delle Asl e degli altri istituti del sistema sanitario toscano”, anticipando qualche dato, fra cui i deficit di aziende come quelle di Pistoia, Livorno, Siena, Arezzo e Firenze e le “oasi felici” di Grosseto e Viareggio.

      L’articolato dibattito seguito alla comunicazione dell’assessore ha visto la partecipazione, attraverso diversi interventi, dei consiglieri Gianluca Lazzeri (Lega Nord Toscana), Pieraldo Ciucchi (Gruppo misto), Giuseppe Del Carlo e Marco Carraresi (entrambi Udc), Rosanna Pugnalini e Lucia Matergi (entrambe Pd), Maria Luisa Chincarini (Idv) e dello stesso vicepresidente Mugnai che oggi, a causa dell’assenza giustificata del presidente Marco Remaschi (Pd), ha coordinato i lavori della commissione. “Se è legittimo e comprensibile che il presidente Enrico Rossi abbia utilizzato politicamente la tesi della sanità toscana con i conti in pareggio assumendosene i meriti”, ha aggiunto Mugnai, “è mai possibile che, nel momento in cui emergono fatti di cattiva gestione della sanità, non vi sia una parallela assunzione di responsabilità politica?.

      Lazzeri ha chiesto se il deficit della Asl apuana origina prima della nomina dell’ultimo direttore generale e di quello amministrativo e ha aggiunto che “il caso Massa pone dubbi sull’intero sistema toscano”, perché viene da chiedersi se “alla base del buco economico vi sia veramente soltanto l’agire di qualche dirigente”. Lazzeri ha anche chiesto di “fare chiarezza” su quello che è stato “il sistema delle forniture alla Asl massese”: “o sono irregolari e allora dobbiamo dirlo”, ha detto, “o sono buone e allora vanno pagate subito, altrimenti i fornitori concorrono a pagare gli errori altrui”.

      Ciucchi ha ricordato che “su questa vicenda stanno indagando la Magistratura ordinaria e quella contabile”, che “entro breve, a partire da martedì 4 gennaio, inizieremo ad approfondire il caso anche in Consiglio regionale con la commissione di inchiesta che è stata istituita. Avremo modo di farci un’idea più approfondita del perché di un buco di bilancio del genere”.

      Del Carlo ha chiesto che la Giunta regionale metta a disposizione della commissione d’inchiesta del Consiglio “tutte le informazioni che saranno necessarie”, se possibile “andando oltre quanto è stato detto oggi”, perché “la commissione avrà bisogno di avere atti più precisi”. Lo scopo, ha chiarito Del Carlo, è “comprendere il perché di una situazione che ha dell’incredibile”.

      Per Carraresi, invece, “la sensazione è che la vicenda di Massa rappresenti l’esplosione finale di un sistema, quello toscano, che ha molti punti deboli”. Carraresi, così come Lazzeri, ha messo l’accento sulla necessità di approfondire alcuni capitoli, come quello delle forniture, su cui vi sono “elementi assolutamente da chiarire”.

      Secondo la Pugnalini, “se da una parte è giusto parlare di queste cose anche se c’è una commissione d’inchiesta che sta per partire”, dall’altra bisogna evitare di “strumentalizzare quanto avvenuto a Massa per denigrare quello che di buono ha il sistema sanitario toscano”. Per la Pugnalini, tuttavia, “pur dovendo rivedere alcune situazioni, bisognerà sapere mantenere i servizi”. E ha concluso: “Per quanto riguarda Massa, invece, vorrei capire se quello che è accaduto va ricondotto all’errore di singoli o se qualcos’altro.

      La Matergi ha chiesto di “portare in evidenza, con chiarezza e al di fuori di spiriti partigiani, una situazione che interessa tutti”, pur sottolineando che “il sistema toscano ha comunque molti lati di qualità”.

      Ha concluso il dibattito la Chincarini (Idv) che ha esordito affermando “mantengo la fiducia a questo sistema che ha sempre funzionato”. Al di là di casi singoli, ha aggiunto “questo sistema continuerà a funzionare”. La Chincarini, tuttavia, ha posto in conclusione un quesito evidenziando, per quanto riguarda Massa, che una tale situazione doveva far scattare il campanello d’allarme: “Come è possibile che alcuni dati, come quelli su personale aziendale, non abbiano fatto allertare nessuno?