Più di un’ora di colloquio a porte chiuse questa mattina tra il commissario De Lauretis e il consiglio comunale pontremolese, compresi sindaco e presidente della Comunità Montana, per parlare del punto nascita lunigianese e dei problemi della asl apuana. Per l’occasione, a margine dell’incontro, il numero uno della sanità locale ha dichiarato che il suo incarico di commissario è stato prorogato: per conoscere il nome del nuovo direttore generale si dovrà quindi attendere ancora tutto il mese di gennaio, seppur il bilancio 2009 è ormai in fase di conclusione mentre un passaggio chiave per il futuro dell’azienda sarà la conferenza dei sindaci fissata tra una quindicina di giorni: “Un incontro utile”, ha affermato Paolo Bissoli, Presidente della Comunità Montana, “anche se la partita sembra si giocherà il 10 gennaio, data in cui si svolgerà la conferenza dei sindaci”. E proprio il ruolo che dovrà attenere alla politica risulterà fondamentale per indicare linee guida che permettano di salvare i servizi più importanti per il territorio, nonostante i pesanti ammanchi lasciati dalla dirigenza dimissionaria. “La dottoressa De Lauretis è stata estremamente franca”, dichiara il capogruppo del Pdl pontremolese Iacopo Ferri, “e non ha celato le difficoltà che comunque l’azienda sanitaria sta affrontando”.A margine inoltre De Lauretis ha dichiarato che il suo incarico sarà prorogato: per conoscere il nome del nuovo direttore generale insomma si dovrà insomma attendere almeno ancora tutto il mese di gennaio, seppur il bilancio 2009 pare sia ormai in fase di conclusione. Ma quanto preoccupa tale proroga? “Non c’è ancora una decisione presa quindi non è detto che il commissario non possa restare ancora più avanti ed assumere un ruolo diverso dai limiti che fino ad oggi il mandato del Presidente Rossi le imponeva”, puntualizza Bissoli ed aggiunge: “Il motivo vero di preoccupazione sono i tagli alla spesa e quindi la necessità di riorganizzare come lo stesso commissario ci ha spiegato. Noi ribadiamo però”, conclude, “che ci sono servizi che, al di là di questo, non possono essere compressi più di tanto e che quindi i tagli devono essere operati altrove”.