Punti informativi Apt? A rischio. E con loro 15 posti di lavoro e un servizio importante per il turista. Ad oggi, secondo l’Assessore al Turismo Sara Vatteroni, non esiste nessuna partita destinata alle funzioni di assistenza e accoglienza per il turista, perché la Regione ha tagliato circa il 70% delle risorse destinate alla Apt di Massa Carrara. Ma il caso è spinoso per diversi motivi. La Regione destinava 900 mila euro per la Apt apuana: questi soldi dovevano servire per pagare il personale assunto, 7 dipendenti che assorbivano circa 480 mila euro l’anno e per la promozione del territorio. I soldi per i sette dipendenti sono ad oggi garantiti, ne mancano 420 mila, che oltre a servire per la promozione, venivano utilizzati anche per la gestione dei punti informativi e per pagare il personale che vi era stato inserito. Appunto 15 nuove ragazze. L’assessore Vatteroni ha incontrato ieri mattina alcune di queste lavoratrici, senza nascondere che la loro situazione è a rischio. Infatti i loro contratti non sono stati rinnovati. Dunque, il rischio non è soltanto quello di scomparire dalle fiere internazionali, ma anche quello di cancellare il servizio di accoglienza ai turisti che riusciranno ad arrivare a Massa Carrara. Nel dramma dei tagli, il caso dei punti di informazione acquista comunque anche una connotazione politica, perché la Provincia non ha risposte certe sull’entità delle ultime assunzioni, sui tipi di contratti che sono stati firmati, né sulle rispettive qualità professionali di queste figure. E’ stato infatti un soggetto privato, un consorzio incaricato dalla Apt, a predisporre i contratti e a scegliere le persone. Il consigliere provinciale della Lega Cesare Micheloni ha chiesto più volte ufficialmente nomi e curricula, ma queste informazioni non gli sono mai pervenute. Si chiede come mai, in previsione della chiusura delle Apt, sia stata fatta una scelta del genere e perché la provincia non abbia mai controllato, attraverso un comitato delegato dal consiglio provinciale, la situazione dei punti informativi. Domande che risulteranno inutili se dal 1 gennaio tutti i punti informativi dovessero venire chiusi.