La cifra, al momento, è ancora top secret o meglio, non quantificata. Sì perchè del buco di bilancio della Asl tutti ne parlano ma nessuno ha dati certi alla mano. Fonti non ufficiali parlano di un ammanco pari a 300-400 milioni di euro. A distanza di quasi due mesi dal commissariamento dell’azienda, gli accertamenti sono ancora in corso. Così come in corso sono le trattative per avere a Massa come nuovo direttore generale la commissaria Maria Teresa De Lauretis, al momento in forza a Pisa. Stefano Mugnai, consigliere regionale del PdL e vicepresidente della commissione regionale Sanità, vuole vederci chiaro e chiede a quanto ammonta il deficit della Asl di Massa e qual è l’importo del fondo di riserva. “Il 22 ottobre scorso – ricorda Mugnai – l’assessore alla sanità dichiarò che i 106 milioni del fondo di riserva e i 90 dell’ammortamento mutui sarebbero stati sufficienti a chiudere in pareggio il bilancio della sanità per il 2010. Peccato che allora il buco della Asl di Massa si aggirasse attorno a 60 milioni di euro. Nel frattempo la cifra è aumentata di tre, quattro volte, precisa Mugnai, e allora c’è ancora la sicurezza che la Regione abbia risorse sufficienti per coprire la voragine che si è creata nella sanità toscana?” Intanto, continua, non c’è stato nessun pronunciamento da parte della Giunta regionale sulla contrazione di un mutuo per sanare il debito, non conoscendo ancora l’ammontare del deficit. E parole pesanti arrivano dall’on. Barani, secondo il quale l’azienda sanitaria sarebbe stata usata dalla sinistra come “un ente pubblico dispensatore di lavoro”, che avrebbe trovato il suo apice nel comune di Villafranca, dove 100 persone dal 2008 al 2010 sarebbero entrate in qualche modo nell’organico dell’Asl1. L’ipotesi di Barani è che tali assunzioni siano state fatte in campagna elettorale. L’indagine commissionata dal Pdl è culminata in un esposto indirizzato alla magistratura alla quale adesso si chiede di fare luce.