In maggioranza, gli interventi che si sono succeduti provenivano da appartenenti al centro destra. Igino dell’Amico, consigliere del Pdl, Luca Vinchesi, Coordinatore provinciale di “Nuova Forza Italia for president”, Annamaria Pregnasco, ex Dc, ex Udc ed ora di centro, Alberto Russo, Presidente dell’Associazione culturale “Artisti del Borgo”, fino ad oggi fuori dalla politica, infine, l’ideatore del movimento: Simone Caffaz, consigliere del Pdl candidato a sindaco alle scorse elezioni, Direttore dell’Accademia di Belle Arti, giornalista per un’emittente televisiva locale. Tutti d’accordo nell’affermare che l’Amministrazione attuale abbia avviato politiche di rilancio ben più positive rispetto alle legislature passate, pur con ciò ribadendo la propria adesione, alla propria area politica. Dalla sanità, alle politiche da adottare per il porto, al lapideo ed alle concessioni alle cave, passando per la cultura e l’aggregazione giovanile, fino al rilancio del turismo e dell’economia locale: tutto questo, afferma la costituenda associazione dovrebbe esser gestito da persone che amano realmente la propria città, al di là delle poltrone ed interessi personali. Bandire il proprio tornaconto dalla politica non dovrebbe significare fare nulla di innovativo, ma semplicemente essere un dovere. Parallelamente lavorare per il bene della propria città dovrebbe essere ugualmente la primaria intenzione di un cittadino che decide di occuparsi della cosa pubblica. Di conseguenza “Carrara prima di tutto” dovrebbe essere un assunto implicito in ogni movimento che si radica sul territorio. Che così mai sia stato, se è vero, questo rappresenta il vero problema. Costruire un’associazione eterogenea ma omogenea contemporaneamente, in quanto persone che giungono da differenti visioni del mondo, dell’economia e dello sviluppo, trovano un accordo per rilanciare il territorio sembrerebbe sufficientemente inverosimile, anche volendo salvare la buona fede dei partecipanti. Che la politica cittadina si discosti da quella nazionale certo può essere vero da alcuni punti di vista, nella misura in cui le politiche territoriali sono sempre più pragmatiche di quelle dalle quali discendono, quelle nazionali che ad oggi non sono, ma dovrebbero essere di più ampio respiro, costituite su sistemi più universali e meno particolari. Ma è altrettanto vero che la stessa idea di economia, di sviluppo, di gestione degli introiti dati dalle concessioni degli agri marmiferi, di politiche sociali e giovanili, discende, sempre e comunque da un punto di vista, che non può per definizione essere lo stesso per tutti, a meno che maggioranza ed opposizione non vogliano compattarsi al punto di rappresentare la stessa cosa. In quel momento allora dovrebbe costruirsi un’altra, nuova e vera opposizione. Qualcosa insomma che in città non esiste da molti, moltissimi anni e che, dopo la nascita di “Carrara prima di tutto”, sembra aver ancor meno possibilità di costituirsi.