Se l’assessore di Rifondazione Comunista Bernardi, aveva dipinto gli esponenti di Sel come  “soggetti riciclati che cambiano partito a seconda del vento”, sottolineando quanto il suo schieramento non avesse da questi intenzione di accettare critiche, il sindaco Zubbani li aveva tacciati di limitarsi a parlare mentre la sua coalizione starebbe agendo sul territorio. In merito il circolo di Sel sottolinea quanto Carrara sarebbe al contrario un territorio che soffrirebbe di uno scempio edilizio nei luoghi sbagliati e nelle forme sbagliate, in nome di una politica del “mattone” spacciata per sviluppo economico e occupazionale, nonché di una politica culturale basata sul principio della “massima spesa per il minimo risultato” senza alcuna ricaduta reale e innovativa sull’economia della città. Ma è sulle politiche sociali che Sel attacca ancora più duramente: checché ne dica Rifondazione il suo unico obiettivo sarebbe quello del “rispetto delle regole” utilizzato in realtà per impedire la partecipazione della società civile, delle associazioni e dei movimenti, in materia di scelte sulle politiche giovanili, sulla salute, sull’edilizia popolare, sulla prevenzione del disagio minorile, sulla lotta alla emarginazione e al razzismo. Esempio eclatante sarebbe poi la vicenda dello smantellamento, definita alla “Sarkozy“, del campo rom e quella dell’esclusione del Centro di Aggregazione Carrara Underground dalla sua sede storica. Una politica della gestione dell’acqua avviata a grandi passi verso la privatizzazione di Gaia, della gestione dei rifiuti verso la bancarotta e della sanità completamente fuori controllo, degna di interesse solo per fini clientelari. “Si possono trarre conclusioni su questa politica del “fare” neutrale e senza colore?”, si domanda Sel ribadendo quanto tutto questo assomiglierebbe maggiormente ad un’ideologia di centro-destra, spiegando così la proposta di Caffaz: ciò che conta trovare terreno fertile.