Potrebbe bastare un sopralluogo da parte dei tecnici del Comune di Massa a Mirteto e Romagnano per appurare l’incuria del Foce-Cocombola. Quella, è la zona più colpita dai sistemi franosi ultimi giorni e il fosso, che arriva fino a Ricortola, intasato, sporco e carico di erbaccia non tranquillizza le famiglie che abitano a solo qualche metro dagli argini. E’ il consigliere comunale Stefano Benedetti, ma non se la prende solo con Comune e Provincia; chiede infatti alla Magistratura di accertare eventuali responsabilità della Comunità Montana. L’ente lunigianese doveva provvedere alla manutenzione ordinaria di fossi e canali, quindi anche alla pulizia di tutto il percorso del Cocombola; ad altri, presumibilmente la Provincia, toccava quella straordinaria per spianare l’alveo del fiume, alzare il letto e mettere in sicurezza il ponte che porta in Via Montalbano. Dalle foto scattate dal consigliere del PDL, si vedono alberi divelti, erbacce, travi di legno e ferro scaricate all’interno del canale. Anche le canale di scarico dell’acqua proveniente dalle Colline del Candia, sarebbero ostruite da terra, sassi e materiale depositato dai cittadini impendendo al fiume di scorrere e generando allagamenti in terreni già abbastanza fragili e franosi. E a proposito di frane, c’è una stranezza nella vicenda del 2009 a Mirteto; alle famiglie evacuate un anno e mezzo fa è stato ordinato di rientrare solo lo scorso 29 ottobre. O meglio, la revoca dell’ordinanza di inagibilità è datata dicembre 2009, fa notare il consigliere, per cui il comune di Massa permetteva il rientro delle famiglie negli immobili. Ma la notifica, grazie agli iter burocratici, è rimasta chiusa nei cassetti per quasi un anno e a soli due giorni dalla sera della disgrazia.